Piano Casa Veneto: mini-guida e 4 esempi

Il Piano Casa Veneto è una Legge Regionale è la risposta alla crisi del settore immobiliare e  se c’è una Regione in Italia che ha  maggiormente usufruito del Piano Casa è proprio il Veneto.

Senza questa legge avrei dovuto rinunciare per molto tempo al piacere della progettazione, ma oltre a sostenere professionisti e imprese, ha soprattutto permesso a tante famiglie, o aspiranti tali, di costruirsi il proprio futuro attraverso possibilità che prima non avevano.

Per capirci, il Piano Casa ha trasformato terreni utilizzabili solo come giardino, o come orto, in terreni edificabili.

Se resti con me ti spiego come.

Il Piano Casa nasce dal Governo Berlusconi del 2009 per rispondere alla crisi del settore edilizio, mercato tutt’ora in forte difficoltà. Anche se di ispirazione nazionale, la legislazione “operativa” viene svolta a livello regionale. In Veneto, infatti, il Piano Casa fa capo alla L.R. 14 del 2009.

A cosa serve il Piano Casa?

Aiutare le nostre imprese in difficoltà non è il solo obiettivo di questa legge. Le finalità principali le possiamo riassumere in 5 punti:

  1. Sostenere il settore edilizio;
  2. Migliorare la qualità abitativa;
  3. Adeguare sismicamente le strutture;
  4. Agevolare la demolizione e ricostruzione di edifici in aree pericolose;
  5. Incentivare lo smaltimento amianto;

In sostanza, possiamo dire che il legislatore vuole sostenere un settore in forte crisi, come l’edilizia, privilegiando la qualità e la sostenibilità degli edifici e lo fa concedendo nuova cubatura, eventualmente da aggiungere a quella esistente.

Chi può usufruirne?

La condizione per costruire nuova cubatura con il Piano Casa Veneto è quella di avere un fabbricato esistente, in possesso dal 31 ottobre 2013, anche se si tratta di un progetto presentato. Hai capito bene! Anche se hai solo presentato un progetto di una nuova casa, entro il 31 ottobre, hai diritto all’applicazione di questo bonus volumetrico.

ATTENZIONE:
Il fabbricato non deve avere abusi edilizi, l’area non deve esistere su un terreno con un vincolo di inedificabilità e il Piano Casa Veneto può essere utilizzato per una solo volta, fino all’esaurimento del “bonus”.

Piano Casa Veneto

Quali sono i vantaggi per la prima casa?

Se l’immobile oggetto di ampliamento è utilizzato per la prima casa del richiedente, i vantaggi sono incredibili, ecco perché facciamo una piccola premessa sulla definizione di “Prima Casa di Abitazione”.

La definizione di Prima casa di abitazione ha come riferimento la L.R. n° 26 del 2009, che le identifica come:
“le unità immobiliari in proprietà, usufrutto o altro diritto reale in cui l’avente titolo, o i suoi familiari, risiedano oppure si obblighino a stabilire la residenza ed a mantenerla almeno per i quarantotto mesi successivi al rilascio del certificato di agibilità”.


Ecco che le possibilità di rientrare in questa categoria sono molto ampie…

Oltre a nuovo volume, il Piano Casa Veneto ci regala dei “ Bonus” da applicare alla prima casa, che incidono sensibilmente sulle nostre tasche.

1 – Non si pagano costi di costruzione al Comune (oneri di urbanizzazione), eccetto i diritti di segreteria;

2 – Si possono derogare le distanze dai confini (anche se lo sconsiglio, perché se limita il diritto di costruire del confinante potresti passare dei guai);

3 – Non è obbligatorio costruire il garage interno e/o coperto (basta lo spazio esterno definito dalla L. Tognoli).

Niente male davvero…

Come funziona il Piano Casa Veneto?

Per facilitarti la comprensione ho voluto individuare 4 casi concreti, forse i più frequenti, lasciando eventuali sfumature in richieste specifiche che puoi fare qui.

Partiamo dal concetto principale: quanto posso ampliare col Piano Casa Veneto? Nell’immagine che trovi qui sotto, che è un’estratto dell’infografica che puoi trovare qui, cerco di schematizzare gli aspetti fondamentali.

Caso n° 1 – ampliamento in aderenza e/o sopraelevazione

Nel caso dovessimo ampliare questo fabbricato esistente (o un progetto già presentato e da costruire) il Piano Casa Veneto ci da del volume gratuito che è così suddiviso:

a) + 20%, (con un minimo di 150 mc, quindi circa 50 mq, per le prime case). Questo valore viene applicato per ogni unità immobiliare con un ingresso autonomo, quindi per bifamiliari, case a schiera e appartamenti disposti su due piani.

A questo valore iniziale è possibile aggiungere ad un altro…

b) +10% se utilizziamo impianti, con un minimo di 3 Kw di potenza, che utilizzano fonti rinnovabili, quindi fotovoltaico, solare termico, ma anche eolico o, in un uso più frequente nelle famiglie, le stufe o caldaie a pellet o a legna, anche se già installati;

c) + 5% se interveniamo sulla struttura per migliorare le prestazioni antisismiche;

d) +10% se dobbiamo smaltire pannelli contenenti amianto;

e) + 15% se portiamo edificio esistente  e di ampliamento in classe energetica B;

Facciamo un esempio:

Ho una casa di 600 mc (tralasciamo il metodo di calcolo, ogni comune ha il suo):

Posso ampliare di 120 mc (20% di 600 – punto a)

Aggiungerne altri 60 mc (punto b) + 30 mc (punto c) + 60 mc (punto d) + 90 mc (punto e).

Totale 360 mc di ampliamento, quindi circa 130 mq.

Piano-Casa-ampliamento-in-aderenza

Caso n° 2 – ampliamento staccato

Il senso del Piano Casa Veneto sta tutto in quei calcoli, ma il bello deve ancora venire e lo vediamo proprio col caso n° 2.

Il volume che abbiamo scelto di ampliare in aderenza o in sopraelevazione possiamo addirittura spostarlo in un corpo separato, badate bene, fino ad una distanza di 200 m tra i due lotti di pertinenza che verranno generati.

Questo nuovo volume possiamo gestirlo in massima autonomia, quindi non solo creare una nuova abitazione per noi, ma possiamo anche venderla.

Sei d’accordo se diciamo che col Piano Casa possiamo avere un terreno edificabile?

Piano-Casa-Veneto--ampliamento-staccato

ATTENZIONE
I volumi che vengono spostati, devono atterrare su un terreno di proprietà in possesso dal 31 ottobre 2013 e non deve avere una destinazione urbanistica diversa dal lotto dal quale è partito. Quindi, se la casa che voglio ampliare è in zona residenziale non può essere ampliata in zona agricola e viceversa.

Piano-Casa-ampliamento-staccato-deroghe

Caso n° 3 – zona agricola

Ora passiamo al caso che coinvolge la zona agricola, e qui le cose cambiamo.

Con la presenza di un fabbricato in zona agricola, la Legge Regionale (prima con la LR 11/’04 e anche adesso con il Piano Casa) consente la possibilità ampliamento fino a 800 mc, a prescindere dalla dimensione originale e dai requisiti del proprietario.

In alternativa alla ristrutturazione o all’ampliamento ampliamento fino ad 800 mc, però, per costruire una nuova abitazione devi essere un agricoltore con determinati requisiti, che ti permettono di realizzare del nuovo volume solo se è a servizio dell’azienda agricola.

Dopo queste premesse, come ci si comporta col Piano Casa Veneto in zona agricola?

A differenza delle zone edificabili, il volume da ampliare non viene calcolato sul fabbricato esistente ma sulla cubatura massima assentibile.

Cioè?

Significa che il volume esistente per ampliare la casa in zona agricola si calcola non sul reale volume ma sugli 800 mc di ampliamento concedibili (che puoi realizzare anche senza Piano Casa Veneto).

Piano-casa-Veneto-Zona-agricola

ATTENZIONE:
Alcuni Comuni, come quello di Chioggia, hanno di fatto bloccato la possibilità di ampliare tutte le abitazioni che non sono funzionali all’azienda agricola, inibendo, di fatto, una bella fetta  di cubatura concepibile col piano casa.

Facciamo due conti che ci capiamo.

Se abbiamo una casa da 600 mc, il calcolo del volume regalato del piano casa si calcola non sui 600 mc ma sugli 800 mc.

Il conteggio parziale lo faccio fare a voi (20%+10%+5%…), se guardiamo il totale, a parità di cubatura di partenza, in zona residenziale se ho 600 mc posso ampliare separatamente fino a 390 mc, se si è in zona agricola si può arrivare fino a 480 mc (160 mc+80 mc +40 mc + 80 mc + 120 mc), quindi circa 160 mq di casa NUOVA!

Forte , no? Aspettate di vedere il 4° caso!

Caso n° 4 – demolizione e ricostruzione

Se possiedo un fabbricato esistente, magari fatiscente, non solo posso demolirlo e ricostruirlo, ma posso anche creare un nuovo volume staccato, fino all’80% in più rispetto al volume esistente (+70% se costruisci in classe A, +80% se costruisci con tecniche sostenibili).

Puoi, quindi, quasi raddoppiare il volume della casa, accorpando tutto o facendo due volumi NUOVI! Ecco alcuni casi di esempio.

Piano-Casa-Demolizione-e-ricostruzione

Non voglio entrare nell’aspetto tecnico del calcolo, altrimenti ti viene il mal di testa, ma, come avrai capito, le possibilità sono veramente infinite.

La cosa straordinaria è che gli interventi di ristrutturazione e di demolizione e ricostruzione (Vedi FAQ n° 40 e 41 dell’ENEA), sono detraibili fino ad un certo importo. Ecco che al risparmio si sommano anche ulteriori vantaggi fiscali.

Se non rientri nei 4 casi di esempio che ho sviluppato, il Piano Casa offre tantissimi vantaggi anche per chi abita in una casa a schiera o in un condominio.

ATTENZIONE
Il Piano Casa Veneto scade il 31 dicembre 2018,
quindi hai tutto il tempo per presentare un progetto entro quella data, salvo proroghe, ovviamente.

Mi rendo conto che abbiamo parlato di parecchi numeri. Se la cosa non ti è stata chiara, compila il form che trovi qui sotto per contattarmi e capire come possiamo analizzare il tuo caso specifico.

Aiutarti ad realizzare il sogno di avere la casa che desideri per me sarà un vero piacere.

Commenti

commenti

140 Comments
  • Luca consolini
    Posted at 10:35h, 19 febbraio Rispondi

    Salve ho fatto la proposta di acquisto di un terreno agricolo con piano casa sul quale abbiamo presentato il progetto , approvato dal comune e dalla sovraintendenza, volevo sapere se glio oneri di costruzione sono dovuti e se devo pagare il 19% di imposta di registro. Ovviamente al momento stiamo aspettando l’inizio lavori e solo dopo che inizieranno i lavori ed ci sarà l’accatastamento del nuovo immobile , staccato dal fabbricato iniziale che per me sarà abitazione.
    Spero di essere stato chiaro eventualmente ci possiamo sentire in privato.

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 13:45h, 19 febbraio Rispondi

      Salve Luca.
      Lo sgravio degli oneri di urbanizzazione sono dovuti solo per la prima casa del proprietario o dei suoi familiari, il quale dovrà mantenerne la residenza per 42 mesi. Se decide di vendere il terreno col progetto approvato, il nuovo proprietario dovrà pagare tutti gli oneri previsti.
      Per quanto riguarda l’imposta di registro e catastali, se l’immobile viene acquistato in corso di costruzione (categoria F3) l’imposta è del 2%, con un minimo di 1000 €, se invece è seconda casa si paga il 9%.
      Sono a disposizione per ulteriori chiarimenti.
      A presto.
      Paolo

  • Massmio Favretto
    Posted at 17:26h, 21 febbraio Rispondi

    Buongiorno, mio suocero ha un terreno agricolo di circa 1000 mq che è disposto a cedermi. Lui ha un’abitazione di circa 480 metri cubi, edificata 30 anni fa. Approfittando della possibilità offerta dal paino casa, vorrei che presentasse un progetto per la costruzione di una nuova abitazione ed una volta approvato acquisterei il terreno. Nel caso lo cointestassi a me e mia moglie, sarebbero dovuti gli oneri di urbanizzazione? Grazie.

  • Massmio Favretto
    Posted at 17:28h, 21 febbraio Rispondi

    Scusandomi per gli errori di ortografia volevo chiedere quali sono gli oneri comunali da pagare, e se ne deve fare carico chi presenta il progetto o chi poi andrà a costruire.
    Grazie

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 08:12h, 22 febbraio Rispondi

      Buongiorno Massimo.
      I presupposti per godere dei vantaggi Piano Casa ci sono, è importante che lei e la moglie manteniate la residenza nella nuova abitazione per 42 mesi.
      Gli oneri dipendono dalla dimensione della casa e da Comune a Comune: orientativamente, se devo costruire 400 mc, i costi possono aggirarsi intorno ai 6-7000 € che dovrebbe pagare il titolare della pratica. Nel vostro caso specifico gli oneri sono zero, visto che il bene verrebbe trasferito alla figlia del titolare (sempre fatti salvi i 42 mesi).
      Per quanto riguarda il trasferimento del bene, consiglio di effettuare una compravendita con progetto approvato e inizio lavori consegnato, accatastando la sola sagoma dell’edificio in categoria F/3 (bene in corso di costruzione). In questo modo acquisterebbe l’immobile con l’imposta al 2% invece che al 9%.

      Mi faccia sapere se ha altri dubbi.
      A presto.
      Paolo.
      info@studiogollo.com
      338/1298943

      • Massimo Favretto
        Posted at 08:28h, 22 febbraio Rispondi

        Buongiorno, i miei dubbi riguardano il fatto che il terreno venga venduto ad entrambi, anche in questo caso vale la regola prevista dal piano casa?
        Per quanto riguarda le modalità di cessione del terreno, la mia banca mi ha consigliato nel caso volessi ricorrere ad un mutuo SAL di farmi donare il terreno dopo l’approvazione del progetto. Se facessi una compravendita farebbe fede il valore della transazione (che terremmo basso per pagare meno tasse) e non quello deciso del perito.

        • Paolo Gollo geometra
          Posted at 08:56h, 22 febbraio Rispondi

          La prima cosa da fare è mandare il suo tecnico di fiducia in comune per definire l’iter. Se l’Ufficio Tecnico chiede venga intestata la pratica solo alla moglie, questo non vieta, ad inizio lavori depositato, di intestare la nuova casa ad entrambi. In una mia pratica simile è passata così.
          Lasci stare le donazioni, portano solo rogne, le consiglio di effettuare una compravendita, dove paga il 2% (con un minimo di 1000€) + il notaio (dai 1300 ai 1500€).
          Prima di fare l’atto, le consiglio di far fare una fattura dall’impresa al suocero, in modo da certificare l’inizio lavori.
          Es:
          Valore del terreno: 50.000
          Valore cantiere: 10.000
          Totale 60.000 x 2% = 1.200,00 €

          Altra cosa importante:
          Entro giugno, dopo l’approvazione del progetto, faccia fare al suocero una perizia di rivalutazione del terreno (da destinazione agricola ad edificabile) in modo da pagare solo 8% del valore come imposte. Si consigli con chi gestisce la contabilità del suocero.
          So che la donazione fa gola, ma ci sono più problemi che vantaggi.

          A disposizione.
          Paolo

  • Massimo Favretto
    Posted at 09:20h, 22 febbraio Rispondi

    Grazie delle cortesi risposte.
    Buona giornata

    • Massimo Favretto
      Posted at 10:58h, 22 febbraio Rispondi

      Mi scusi, ma avrei un’ulteriore domanda. Perché c’è da pagare (da parte di mio suocero) un’imposta? Credevo che per un terreno agricolo di proprietà da più di 5 anni non fosse necessario.
      Grazie

  • Massimo Favretto
    Posted at 11:13h, 22 febbraio Rispondi

    Mi pare di capire che i passi che mi consiglia di seguire siano in successione:
    – Presentazione progetto e attesa relativi permessi
    – Progetto approvato alla mano incarico ad una azienda che rilasci fattura per inizio lavori (il valore del terreno lo decido io?)
    – Perizia di rivalutazione del terreno (da destinazione agricola ad edificabile) da fare prima della compravendita
    – Fattura alla mano atto di compravendita dal notaio
    Grazie e scusi per l’insistenza

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 12:22h, 22 febbraio Rispondi

      Le confermo che, essendoci un cambio di destinazione d’uso, quel maggior valore entra nella dichiarazione dei redditi. Sicuramente il suo tecnico ne è a conoscenza, in caso contatti il notaio o il commercialista/ass. di categoria del suocero.
      Attenzione, però: la perizia valuta l’immobile al 1 gennaio dell’anno in corso, quindi, per essere certo al 100%, è il caso di fare l’atto di compravendita l’anno prossimo. Perchè al 1 gennaio il terreno era ancora agricolo senza la presentazione di nessun ‘progetto. Se non deve fare una speculazione edilizia ma deve tenerlo per se, i tempi ci stanno tutti e non perde molto tempo.

      La scaletta è questa:
      – Progetto approvato;
      – rivalutazione con perizia;
      – fattura per l’inizio lavori;
      – Atto notarile.

      Si confronti con un notaio di fiducia, queste operazioni vanno programmate dall’inizio alla fine.
      Buona giornata.

  • Massimo Favretto
    Posted at 13:22h, 22 febbraio Rispondi

    Grazie ancora. Buona giornata.

  • Mattia
    Posted at 18:19h, 11 marzo Rispondi

    Buonasera,
    il mio futuro suocero ha un terreno agricolo adiacente alla sua abitazione finita nel 2007. La nostra idea era quella di fare una piccola casetta. Il geometra dell’ufficio tecnico mi ha confermato che si può realizzare un nuovo edificio su zona agricola, seguendo le regole che seguono:

    -20% dell’edificio esistente oppure 150mc per un massimo di calcolo di 800mc. Mi spiego con un esempio:

    Casa di mio suocero è di 550 mc. Il 20% sono 110 mc. Avrei quindi diritto a 150mc più la differenza che rimane per arrivare a 800mc che mancano da casa di mio suocere (ovvero 800-550= 250), Quindi un totale di 150 + 250 = 400 mc.

    Potrebbe per cortesia confermare quanto segue.

    Grazie mille

    Cordiali saluti

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 14:22h, 12 marzo Rispondi

      Salve Mattia.
      La sua sintesi è corretta!
      Avendo 550 mc, comunque, può aggiungere un ulteriore 10% per impianti con fonti di energia rinnovabili (obbligatori per le nuove costruzioni).

      Quindi 550 mc + 30% = 715 mc + 250 mc (rimanenza degli 800 mc) = 965 mc

      Se ha bisogno di altre informazioni resto a disposizione.
      A presto.
      Paolo.

  • Marco Testi
    Posted at 14:24h, 30 marzo Rispondi

    Salve Paolo,

    ho un’abitazione regolarmente concessionata negli anni 80 e vorrei utilizzare il piano casa per effettuare un ampliamento. L’ampliamento tuttavia consisterebbe in una parziale demolizione del fabbricato originale: in pratica tengo in piedi mezza casa e mezza la demolisco per ampliarla. Qui entrano in gioco i bonus del PC: di base utilizzerò l’ art.2 (+20%) e l’ art.2 comma 5 (+10%) ma, essendo l’intento finale quello di portare l’intero fabbricato (originale+demolito e ricostruito) in classe B, vorrei accedere anche al art.2bis (+15%).
    Il tecnico comunale, decisamente confuso sulla questione, mi risponde che il +15% lo posso calcolare solamente sulla porzione di fabbricato che lascio in piedi e non su tutto il fabbricato esistente.

    E’ corretto?

    ringraziandoLa anticipatamente per il suo utile parere

    porgo Distinti Saluti

    Marco

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 20:21h, 30 marzo Rispondi

      Salve Marco.
      Secondo me il +15% deve essere calcolato sull’intero volume esistente.
      C’è da dire di più: il Piano Casa premia la demolizione e ricostruzione:

      Art. 3 – Interventi per favorire il rinnovamento del patrimonio edilizio esistente.
      comma 2. Gli interventi di cui al comma 1 finalizzati al perseguimento degli attuali standard qualitativi architettonici, energetici, tecnologici e di sicurezza, sono consentiti in deroga alle previsioni dei regolamenti comunali e degli strumenti urbanistici e territoriali, comunali, provinciali e regionali, ivi compresi i piani ambientali dei parchi regionali. La demolizione e ricostruzione, purché gli edifici siano situati in zona territoriale omogenea propria, può avvenire anche parzialmente e può prevedere incrementi del volume o della superficie:

      a) fino al 70 per cento, qualora per la ricostruzione vengano utilizzate tecniche costruttive che portino la prestazione energetica dell’edificio, come definita dal decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 “Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell’edilizia” e dal decreto del Presidente della Repubblica 2 aprile 2009, n. 59 “Regolamento di attuazione dell’articolo 4, comma 1, lettere a) e b), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, concernente attuazione della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia” e successive modificazioni, alla corrispondente classe A;

      b) fino all’80 per cento, qualora l’intervento comporti l’utilizzo delle tecniche costruttive di cui alla legge regionale 9 marzo 2007, n. 4 “Iniziative ed interventi regionali a favore dell’edilizia sostenibile”. A tali fini la Giunta regionale integra le linee guida di cui all’articolo 2 della legge regionale 9 marzo 2007, n. 4 , prevedendo la graduazione della volumetria assentibile in ampliamento in funzione della qualità ambientale ed energetica dell’intervento.

      Dalla Circolare della Regione: https://bur.regione.veneto.it/BurvServices/Pubblica/DettaglioCircolare.aspx?id=286026

      L’intervento di demolizione di cui al comma 2 può anche essere parziale e quindi riguardare solamente una parte dell’intero edificio. Ne consegue che, in tale ipotesi, l’ampliamento ammesso in fase di ricostruzione, sarà calcolato sulla sola parte demolita con riferimento alle percentuali fissate dalle lettere a) e b) , a seconda della tipologia dell’intervento che sono all’evidenza in alternativa fra loro.

      Quindi, secondo me, non solo è ammissibile il 15% di tutto il fabbricato, ma il calcolo andrebbe rivisto conteggiano al 70% la parte demolita.

      A disposizione.
      Paolo
      338/1298943

  • Giovanna
    Posted at 05:45h, 24 aprile Rispondi

    Buongiorno Sig. Paolo,
    chiedo cortesemente una sua delucidazione. Possiedo la casa dove abito dal 2002 e vorrei effettuare un ampliamento con il Piano Casa. Per rispettare i confini e sfruttare al meglio la cubatura possibile, la nuova costruzione collegata all’attuale casa si svilupperebbe anche su di un terreno residenziale, a confine, acquistato dopo il 31/10/2013. Ritiene fattibile tale progetto?

    Ringraziando anticipatamente porgo i miei saluti.

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 06:46h, 24 aprile Rispondi

      Buongiorno Giovanna.
      Ci sono due variabili che incidono sulla fattibilità dell’ampliamento:
      1 – il terreno su cui sorge la casa e il terreno di ampliamento devo avere la stessa destinazione (agricolo-agricolo, residenziale-residenziale), cioè ZTO omogenea;
      2 – li immobili devono essere in possesso del richiedente prima del 31/10/2013.

      Nello specifico, Il comma 2 dell’articolo 2 della legge regionale 8 luglio 2009, n. 14, recita:

      “2. L’ampliamento di cui al comma 1 può essere realizzato in aderenza, utilizzando un corpo edilizio già esistente ovvero con la costruzione di un corpo edilizio separato. Il corpo edilizio separato, esistente o di nuova costruzione, deve trovarsi sullo stesso lotto di pertinenza dell’edificio che genera l’ampliamento o su un lotto confinante; l’ampliamento può essere, altresì, realizzato su un altro lotto, purché lo stesso si trovi a non più di 200 metri, misurabili in linea d’aria, rispetto al lotto di pertinenza dell’edificio che genera l’ampliamento e appartenga, già alla data del 31 ottobre 2013, al medesimo proprietario o al di lui coniuge o figlio.”.

      Per tornare alla sua domanda, purtroppo non può usare quel terreno per l’ampliamento Piano Casa.
      Ci potrebbe essere, però, un Piano B:
      Se dimostra che il fabbricato può essere ampliato in parte con la legge urbanistica e in parte col Piano Casa, si potrebbe proporre all’Ufficio Tecnico l’interpretazione secondo cui la porzione di ampliamento Piano Casa è presente nel lotto in possesso prima del 2013 e l’ampliamento sfruttando il Volume “urbanistico” del suo comune sul lotto acquistato dopo il 2013.

      Spero di essermi spiegato. In caso sono disponibile a valutare il caso specifico insieme a lei.
      Mi contatti pure al 338/1298943.
      A presto.
      Paolo

      • Giovanna
        Posted at 08:05h, 24 aprile Rispondi

        Grazie mille per la gentile e celere risposta.

  • Franco Canadese
    Posted at 08:24h, 12 maggio Rispondi

    Buongiorno Geom. Gollo,
    ho acquistato lo scorso anno (giugno 2016), un terreno agricolo confinante con l’abitazione dei miei genitori, mi pare di capire che non posso usufruire del piano casa per la realizzazione di un’abitazione sul mio terreno perché non è di mia proprietà da prima del 31/10/2013.
    Corretto?
    Non c’è possibilità di usufruirne in qualche altro modo?

    Grazie, buona giornata
    Franco

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 08:32h, 12 maggio Rispondi

      Buongiorno Franco.
      Purtroppo è corretto… Ci sono delle piccole scappatoie, ma dovrei entrare nel merito. Resta comunque non realizzabile un ampliamento staccato, ai sensi del Piano Casa, su un terreno entro i 200 m di proprietà oltre il 31/10/2013.
      A disposizione.
      Paolo

      • Franco
        Posted at 12:01h, 12 maggio Rispondi

        Grazie per la gentile risposta.
        Buona giornata

        Franco

  • Isacchini Federico
    Posted at 18:19h, 05 giugno Rispondi

    Possiedo una casa regolarmente costruita e ampliata con regolari progetti approvati. Una parte di questo edificio ricade in una fascia di rispetto idrico dovuto al passaggio di uno scolo quasi sempre a secco , e quando piove a dirotto per settimane la massima è di due lt minuto.
    Chiedo il permesso di ampliare una parte dell edificio oltre la fascia di rispetto “10 mt” utilizzando le concessioni y,piano casa, ma il tecnico del comune , non mi concede la possibilità di utilizzare la cubatura ,per parte di fabbricato ricadente entro la fascia di rispetto . Ora io vi chiedo se l’ interpretazione del tecnico comunale è corretta.

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 18:34h, 05 giugno Rispondi

      Salve Federico.
      Istintivamente mi verrebbe da dirle che il tecnico ha sbagliato, ma se quell’area è individuata come inedificabile credo ci siano poche possibilità per quel volume.
      L’unica soluzione è capire se l’area in questione ricade in un vincolo comunale o in un vincolo di altro tipo. Mi spiego. Immaginiamo di trovarci vicino ad un grosso canale dove il comune prevede un Vincolo di 30 m di inedificabilità. Il Piano Casa prevede la deroga ai vincoli comunali, di conseguenza la distanza da rispettare sarà di 10 m, cioè il Regio Decreto, quindi statale, che norma le distanze dai corsi d’acqua.
      Non saprei quale altro coniglio tirar fuori dal cilindro.

      A disposizione.
      Paolo

  • Samantha Marian
    Posted at 12:42h, 07 giugno Rispondi

    Egregio Geom. Paolo Gollo

    possiedo una porzione di Bifamiliare a Noventa di Piave (VE), dato che il soggiorno angolo cottura non è molto ampio pensavo di ampliare ai sensi del Nuovo Piano casa, sfruttando i metri quadri del garage adiacente alla stanza. Il garage si trova al piano terra.

    In prima istanza ho consultato il tecnico comunale che mi dice che se rinuncio al garage devo creare, ai sensi del Regolamento Comunale, un posto auto coperto sul mio scoperto privato di pertinenza. Questa fattispecie mi imporrebbe di rivolgermi ad un Notaio per sottoscrivere con il confinante una deroga alle distanze dato che la sua parete è finestrata e il mio posto auto avrebbe una copertura che si avvicina troppo al confine.

    Ho chiesto al tecnico se potevo sfruttare le deroghe dell’art. 2 ai regolamenti, applicando la legge Tognoli, in sconsiderazione del fatto che:

    – lo scoperto riuscirebbe tranquillamente ad ospitare 4 parcheggi

    – che si tratta di prima casa di abitazione

    – a me non interessa avere un posto auto coperto

    e mi ha risposto che non è possibile applicarla, perché la Tognoli non c’entra con le pertinenze, piuttosto con i carichi urbanistici e che l’art. 9 comma 4 non parla di posto auto e che fino ad ora in presenza di simili fattispecie questa opportunità loro non l’hanno mai concessa e concederla dipende da loro, non dal Piano Casa.

    A questo punto le chiedo cortesemente, ho capito male io e non posso fare altrimenti come imposto dal tecnico oppure c’è una congruenza tra le due Leggi che però loro non capiscono? Come si può spiegargliela?

    Grazie infinite per la disponibilità

    Cordiali saluti

    Samantha

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 13:15h, 07 giugno Rispondi

      Salve Samantha.
      Purtroppo il caso che mi sottopone è più frequente di quello che si pensa, molti tecnici hanno una visione personale del Piano Casa.
      Le posso confermare che in presenza dei requisiti indicati nel suo commento, lei può chiedere l’ampliamento (max 150 mc o 20% + bonus), ai sensi del Piano Casa, per la trasformazione del garage in zona giorno, purché abbia altezza minima 2,70, e può spostare in uno spazio scoperto, quale posto auto, ai sensi della Tognoli.
      Riguardo al fatto che “hanno sempre fatto così” è un’aggravante, anche se frequente in altri comuni.

      Restando a disposizione per ulteriori chiarimenti, intanto Le auguro un “in bocca al lupo”.
      Paolo
      338/1298943

  • Isacchini Federico
    Posted at 13:29h, 07 giugno Rispondi

    Il vincolo non è sicuramente comunale in quanto la mia casa come altre e stata costruita con regolare concessione edilizia ,peraltro rilasciata dallo stesso tecnico ,pochi anni fa . Comunque io non intendo ampliare la mia casa all’ interno della fascia dei 10 mt , vorrei smplicemente utilizzare la cubatura dell,intera casa compresa il volume che ricade nella fascia dei 10 mt come previsto dal piano casa .
    In alternativa le chiedo se possibile sempre col piano casa aquistare dal mio vicino cubatura che lui non intende utilizzare .pur avendone in eccesso .
    Grazie per le sue puntuali e competenti risposte . Federico

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 14:35h, 07 giugno Rispondi

      Se il vincolo di inedificabilità è dentro i 10 m rischia di fare poco.
      Per quanto riguarda il vicino, non è previsto l’uso del Piano Casa come credito edilizio, ma esiste il Credito Edilizio del Piano degli Interventi, in questo caso potresti acquistare solo la cubatura, ai sensi dell’art. 36 della LR 11/2004 (a prescindere dal Piano Casa).

      Mi faccia sapere se ha bisogno.
      Paolo.

  • Massimo Favretto
    Posted at 13:16h, 14 giugno Rispondi

    Buongiorno,
    sono di nuovo qui per chiederle un ulteriore consiglio.
    Vista l’edificabilità del terreno di mio suocero (fino a 560 metri cubi, misura fornita dal tecnico comunale) mio cognato ha chiesto la nostra disponibilità a costruire una bifamiliare.
    Lo spazio non è molto, ma un costruttore al quale ci siamo rivolti dice che con una “corretta gestione del sottotetto” si potrebbero ottenere delle buone metrature.
    Il problema è che lo stesso tecnico comunale sostiene che non è possibile ricorrere a questa soluzione in quanto il piano casa prevede la cessione da parte di mio suocero del terreno con progetto approvato ad un solo soggetto (per evitare possibili speculazioni edilizie).
    E’ corretto quanto affermato? E se non lo fosse, e realmente possibile ottenere un edificio con metrature accettabili con i metri cubi a disposizione?
    Grazie

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 07:03h, 15 giugno Rispondi

      Salve Massimo.
      Secondo me è possibile, non mi risulta ci siano delle limitazioni di questo tipo, eventualmente l’unica discriminante è relativa al pagamento degli oneri di urbanizzazione.
      560 mc, sembrano sufficienti per una bifamiliare, anche se dipende da come viene calcolato il volume, se netto o lordo, se compreso di vani scala, ecc.
      Buona giornata.
      Paolo

  • Massimo Favretto
    Posted at 08:07h, 15 giugno Rispondi

    Grazie della risposta.
    E’ possibile trovare un documento che chiarisca la possibilità di cedere il terreno ad entrambi i fratelli e gli eventuali oneri?
    Ho scritto alla regione ma non mi hanno risposto.
    E infine, chi mi deve dare l’indicazione sul netto o lordo dei metri cubi, lo stesso tecnico comunale?
    Buona giornata.

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 14:26h, 19 giugno Rispondi

      Nella circolare n. 1 del 13 novembre 2014, basta cercarla su google, nelle premesse è indicato il seguente paragrafo:
      “Ai fini di una corretta lettura delle disposizioni in esame, preme evidenziare che gli incrementi volumetrici realizzabili ai sensi
      del “piano casa” non sono autonomamente cedibili come crediti edilizi, ma ciò non impedisce che possano essere ceduti i
      manufatti ai quali tali incrementi danno origine.”
      Mi sembra abbastanza evidente la fattibilità.
      Sulle modalità di calcolo è sufficiente consultare l’Ufficio Tecnico o il suo tecnico di fiducia, che segue o seguirà il progetto (ovviamente se ne è ancora sprovvisto sono a disposizione 😉 ). Altra opzione è quella di dare un’occhiata alle Norme Tecniche, che trova on line sul sito del Comune.
      A presto, Paolo.

  • Paolo Gollo geometra
    Posted at 23:35h, 26 giugno Rispondi

    Salve Sig. Brusa Boscolo.
    Da quanto emerge dall’art. 9 della LR 14/’09, non si possono derogare le distanze dai parcheggi o dal verde pubblico, a meno che non ci siano disposizioni particolari (Piano di recupero, gradi di protezione dell’edificio particolare, ecc.).
    Se ho novità o riscontri alternativi Le faccio sapere al più presto.

    A presto.
    Paolo

  • Paolo Gollo geometra
    Posted at 14:13h, 12 luglio Rispondi

    Buongiorno Claudia, grazie per il “mi piace” alla pagina Facebook.
    E’ possibile applicare le agevolazioni “prima casa” anche se si possiede già una prima casa, purché si venda il primo immobile entro un anno.
    Sulla guida dell’agenzia delle entrate, che trova qui, alla pagina 18 c’è scritto:
    “Dal 1° gennaio 2016, i benefici fiscali sono stati estesi anche al contribuente che è già proprietario di un immobile acquistato con le agevolazioni prima casa, a
    condizione però che la casa già posseduta sia venduta entro un anno dal nuovo acquisto.”
    In seguito i lavori manterranno l’IVA al 4%.
    A presto.
    Paolo

  • luca massagrande
    Posted at 11:18h, 21 luglio Rispondi

    Buon giorno,
    avrei due casi da sottoporre:
    1) In zona agricola su un terreno di proprietà dei miei genitori e di un’altra famiglia e insiste un’abitazione di circa 600 mc al piano primo dei miei genitori, mentre al piano terra per circa 380mc dell’altra famiglia (non parenti). Avrei disponibile un terreno adiacente dove volevo costruire e volevo capire se agli 800 mc come zona agricola devo detrarre solo quelli relativi ai miei genitori o anche gli altri visto che insistono su un terreno in comproprietà? Preciso che nessuno di noi è attivo in agricoltura.
    2) Su un terreno in comproprietà tra tre miei zii e mia mamma sorge una casa di circa 1200 mc la quale è intestata a 3 mie zii per circa 500 mc ciascuno (una è più piccola). Come nel caso precedente vorrei capire quanto potrei costruire, come nuova abitazione staccata, in zona agricola considerando di far iniziare la pratica a uno dei miei zii e poi subentrando io. Inoltre sullo stesso terreno sorge un deposito agricolo di circa 1600mc. Anche qui nessuno lavora in agricoltura ed il deposito è diventato garage però non vogliono abbatterlo.

    Grazie mille

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 14:29h, 21 luglio Rispondi

      Buongiorno Luca, vediamo insieme come possiamo inquadrare queste proprietà.
      1) Se le due abitazioni hanno ingresso autonomo, quindi l’accesso dall’esterno è indipendente, l’ampliamento fino ad ‘800 mc coinvolge l’intero fabbricato (se prima casa), ma l’ampliamento Piano Casa è riferito alle singole unità. Quindi, sia l’appartamento al piano terra sia quello al piano primo possono godere di un ampliamento, anche staccato, pari al 20% (+ bonus) di 800 mc (sempre se prima casa).
      2) Se la proprietà è cointestata tra tutti i comproprietari, è necessario presentare un progetto firmato da tutti, nel quale si può scegliere l’ampliamento del 20% (+ BONUS) dei 1200 mc, oppure, se esistono unità indipendenti, l’ampliamento del 20% di due unità (2 x 240 mc, cioè il 30% di 800).
      Per quanto riguarda il deposito, è possibile chiedere al Comune il cambio d’uso, ai sensi della L.R. 11/’04, con un accordo pubblico/privato (casomai spiego meglio al telefono), oppure si può demolire e accorpare ad altri volumi. Attenzione, però, se l’annesso aveva una destinazione agricola, quindi utilizzato per l’azienda agricola, non ci può essere una destinazione d’uso, se non attraverso la legge predetta.
      Immagino ci sia una certa complessità, in caso sono a disposizione per eventuali chiarimenti telefonici.
      A presto.
      Paolo
      338/1298943

  • luca massagrande
    Posted at 15:23h, 21 luglio Rispondi

    1) le abitazione hanno ingresso autonomo… quindi se capisco bene potrei edificare nel lotto staccato (800mc*20%) 160 mc+ (800-600) 200 mc = 360mc… iniziando i lavori a nome dei genitori e poi fare il passaggio durante i lavori in modo da ridurre le imposte…
    2) ogni zio ha una appartamento intestato a se stesso, uno ha ingresso indipendente e gli altri due in comune…

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 16:29h, 21 luglio Rispondi

      1) Esatto, Luca. Io farei 800 x 30%, se deve fare un ampliamento staccato un impianto da fonti rinnovabili da 3Kw lo deve fare di sicuro.
      2) Potrebbe procedere come il punto 1) (ovviamente se in zona agricola).

      A presto.
      Paolo

  • VERONICA MORANDINI
    Posted at 08:59h, 31 luglio Rispondi

    Salve, il mio dubbio riguarda il bonus +15% che si ottiene portando in classe B l’immobile che genera il piano casa. E’ applicabile anche ad una sola unità di un edificio costituito di quattro unità? Mi spiego meglio: il proprietario di una delle quattro unità che calcola l’ampliamento sulla sua proprietà, può avere il bonus del 15%portando in classe B SOLO la propria unità?
    Grazie

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 09:11h, 31 luglio Rispondi

      Salve Veronica, la classe B deve appartenere ad entrambi i volumi: quello che genera l’ampliamento ed il volume Piano Casa generato.
      Nel caso che mi segnala, se il volume Piano Casa viene generato da una porzione di quadrifamiliare, l’efficientamento energetico coinvolgerà solo la porzione oggetto di intervento + l’ampliamento.

      Sono a disposizione per ulteriori chiarimenti.
      A presto.
      Paolo

  • RENATA
    Posted at 12:52h, 02 agosto Rispondi

    Buongiorno, vorrei avere un suo parere se vi e’ la possibilita’ per me di utilizzare il piano casa, devo acquistare da mio zio un terreno agricolo in zona urbanistica a fianco c’e la casa di mia zia, avevamo pensato che lei chiedesse l’ampliamento sulla sua casa esistente per poi cedermelo, Mi sembra che cio’ non sia possibile se non ho capito male dai suoi post… visto che dobbiamo ancora andare dal notaio per il terreno cambierebbe qualcosa se fosse direttamente mia zia a intestarsi il terreno chiedere l’ampliamento e poi farmi una donazione?

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 22:47h, 03 agosto Rispondi

      Salve Renata.
      Per portare il volume di ampliamento separato, ai sensi del Piano Casa (art. 3), è indispensabile che la casa ed il terreno, dove deve “atterrare” la nuova cubatura, siano in possesso dei richiedenti prima del 31 ottobre 2013. Quindi, sia lei sia sua zia non potete portare nuovo volume su un terreno di nuovo acquisto.
      Sono a disposizione se ha bisogno di un approfondimento.
      A presto.
      Paolo
      338/1298943

  • Paolo Gollo geometra
    Posted at 14:35h, 02 agosto Rispondi

    Salve David, questo è un problema abbastanza frequente e mi rendo conto non sia semplice discuterne con i tecnici. Io lo faccio quotidianamente, purtroppo.

    Venendo a noi, ci sono più fronti sui quali appoggiarsi:
    1) L’art. 18 della “Legge Ponte” n° 765 del 6 agosto 1967 ha inserito l’art. 41 sexies nella Legge Urbanistica n° 1150 del 17 agosto 1942, secondo il quale nelle nuove costruzioni, ed anche nelle aree di pertinenza delle costruzioni stesse, devono essere riservati appositi spazi per parcheggi in misura non inferiore a 1 mq ogni 20 mc. di costruzione. Tale rapporto è poi stato modificato dalla Legge Tognoli aumentando il rapporto a 1 mq. ogni 10 mc. di volume costruito inteso come s.n.p. x altezza.

    2) Estratto del Bur n. 111 del 20 novembre 2014 – Circolare n° 1 del 13/11/2014:
    Art. 6 Commi 1, 2, 3
    “Per quanto riguarda, in particolare, la dotazione di spazi di sosta di cui all’art. 41-sexies della L. 1150/1942, essa deve ritenersi dovuta esclusivamente se l’incremento volumetrico consentito permette la realizzazione di una superficie utilizzabile a quel fine secondo il parametro previsto dall’art. 2, comma 2, della L. 122/1989: in caso di mancato raggiungimento di tale superficie utile o in caso di impossibile realizzazione ( centro storico, indisponibilità di area, ecc) il Comune può richiederne la corrispondente monetizzazione se prevista dallo strumento urbanistico locale.”

    3) e) Nelle risposte alla richiesta di chiarimenti, presenti nel sito della Regione Veneto, precisamente nella n° 3, denominata “Applicazione concomitante benefici artt. 2 e 3”, il Legislatore comunica:
    “[…] infine, relativamente al rispetto delle norme regolamentari del Comune che impongono, per le nuove unità, due posti auto per ogni nuova unità, si evidenzia che le disposizioni del “Piano Casa”, in quanto norme di carattere straordinario, prevalgono sulle norme regolamentari degli enti locali e sulle norme tecniche dei piani contrastanti con esse. In altri termini la legge prevale non su tutte le disposizioni, bensì solo su quelle che contrastano con i contenuti della legge medesima con l’ovvia e logica conseguenza che le norme dei regolamenti e degli strumenti urbanistici non sono in contrasto con la legge continuano ad appllicarsi”

    Sono a disposizione per ulteriori chiarimenti.
    A presto
    Paolo
    338/1298943

  • Giovanna Allegra
    Posted at 08:50h, 19 agosto Rispondi

    Gentile Geometra,
    vorremmo ampliare la nostra prima casa chiudendo con un tetto il patio.
    Sfrutterei i 150mc di bonus per la prima casa perchè abbiamo già fatto un ampliamento nel 2010 usando parte del 20% del volume (andremmo a sottrarre i mc già concessi ai 150 mc e useremmo i rimanenti per il nuovo volume).
    In Comune mi dicono però che avrò oneri di urbanizzazione da pagare, ridotti del 60% ma non gratis. Mi dicono che i costi di costruzione sono gratuiti solo per le famiglie con un numero di figli pari o superiore a tre o se si usano fonti di energia rinnovabile con una potenza non inferiore a 3 kW.
    E’ così? Se così non fosse, potrebbe gentilmente citare l’articolo a cui fa riferimento Lei quando dice che non si pagano costi di costruzione al Comune?
    Grazie in anticipo,
    Giovanna

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 14:27h, 19 agosto Rispondi

      Salve Giovanna, è corretto quanto indicato dal Comune. Le ricordo, comunque, che basta una piccola stufa a pellet per raggiungere i 3kw richiesti.
      Sono a disposizione per ulteriori chiarimenti.
      A presto.
      Paolo

  • Giovanna Allegra
    Posted at 14:55h, 19 agosto Rispondi

    Anche un caminetto a legna di quelli classici, senza vetro che chiude il fuoco, è considerato fonte di energia rinnovabile? Grazie davvero per la rapida risposta!

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 17:09h, 19 agosto Rispondi

      E’ un po’ tirato, Giovanna, ma se riusciamo a risalire ai dati tecnici è possibile…
      Le consiglio di contattare il fornitore o l’artigiano che lo ha realizzato.
      Un caro saluto.
      Paolo

  • Giovanna Allegra
    Posted at 05:33h, 23 agosto Rispondi

    Grazie ancora geometra Gollo, lei è un professionista raro per competenza e disponibilità.

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 12:26h, 23 agosto Rispondi

      Grazie Giovanna, è molto gentile.

  • Giovanna Allegra
    Posted at 15:03h, 24 agosto Rispondi

    Gentile Geometra, non riuscendo più a rintracciare l’artigiano che ha costruito il caminetto, mi chiedo se i 3 kW richiesti si possano raggiungere anche con un fotovoltaico in precedenza installato sul tetto della casa esistente (e quindi non sul nuovo volume di ampliamento), ma che sfrutteremmo per contribuire a scaldare il nuovo volume. Grazie in anticipo, Giovanna

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 09:58h, 25 agosto Rispondi

      Certo, visto che parliamo di ampliamento, è possibile.
      Buona giornata.

      Estratto art. 2 comma 5
      “La percentuale di cui al comma 1 è elevata di un ulteriore 10 per cento nel caso di utilizzo di tecnologie che prevedano l’uso di qualsiasi fonte di energia rinnovabile con una potenza non inferiore a 3 kW, ancorché già installati.”

  • Paolo Gollo geometra
    Posted at 23:27h, 25 agosto Rispondi

    Salve Luigi, come va?
    Col Piano Casa è possibile derogare le distanze dal confine (anche se non lo consiglio, vedi articolo), mentre non è possibile derogare, in caso di nuovo volume alle distanze di 10 m dai fabbricati.
    Se voglio demolire un fabbricato che dista meno di 10 m da un altro fabbricato posso ricostruirlo dov’era se gestito come ristrutturazione (la pratica meriterebbe più approfondimento), ma il nuovo volume in ampliamento deve sempre rispettare i 10 m.
    Spero di averle dato le informazioni che cercava e di essere stato sufficientemente chiaro.
    Se ha bisogno sono qua.
    A presto.
    Paolo

  • luca
    Posted at 12:37h, 30 agosto Rispondi

    se in area agricola il fabbricato principale è di circa 1180 mc quanto si può costruite in ampliamento staccato?

    grazie

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 12:56h, 30 agosto Rispondi

      Salve Luca.
      Se i 1180 sono interamente residenziali funziona esattamente con il calcolo previsto: 20% + Bonus. Se una parte è residenziale e un’altra è ad uso agricolo la base su cui calcolare l’ampliamento cambia, ma ho bisogno di qualche dato in più.
      Sono a disposizione per approfondire il quesito.
      A presto.
      Paolo

  • luca
    Posted at 12:57h, 30 agosto Rispondi

    un’altra cosa: quanto posso ampliare senza dover intervenire sull’immobile che genera l’ampliamento?

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 13:06h, 30 agosto Rispondi

      Si parte dal 20% + 10% se installa un impianto con potenza pari o superiore a 3kw che utilizzino fonti rinnovabili (se c’è una nuova costruzione è obbligatorio).Se l’impianto è già esistente, in teoria, non servirebbe installarlo. Quindi il 30%.
      Art. 2 comma 5:
      “La percentuale di cui al comma 1 è elevata di un ulteriore 10 per cento nel caso di utilizzo di tecnologie che prevedano l’uso di qualsiasi fonte di energia rinnovabile con una potenza non inferiore a 3 kW, ancorché già installati.”

      Paolo

  • luca
    Posted at 15:34h, 30 agosto Rispondi

    grazie per la veloce risposta.
    Un’ultima cosa, da quello che ho capito il piano casa va in deroga rispetto a quanto prescrive il comune nel PAT e PI. Ma se sulle NTA del PI si fa esplicito riferimento a come si deve costruire in zona agricola es.: pianta rettangolare e tetto a due falde, scuri in legno, rapporto tra lunghezza e larghezza in pianta > 1,5… si può costruire in maniera diversa? tipo tetto piano? o pianta non rettangolare? o si rischia di incorrere in future sanzioni?

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 22:08h, 30 agosto Rispondi

      Non mi risulta, Luca. Si fa sempre riferimento alla deroga degli strumenti urbanistici, mentre l’ornato non fa parte di questa disciplina.
      Per esempio, nell’art. 5 comma 2, troviamo:
      “Le strutture e gli impianti di cui al comma 1 sono realizzabili anche in zona agricola e sono sottoposte a denuncia di inizio attività (DIA) in deroga alle previsioni dei regolamenti comunali e degli strumenti urbanistici e territoriali fatto salvo quanto previsto dal decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 ” Quindi, si evince che un conto sono i regolamenti e un altro è l’architettura.
      A disposizione.
      Paolo

  • stefano
    Posted at 16:18h, 31 agosto Rispondi

    salve!

    io abito in zona agricola a rosà e posseggo un’abitazione reisdenziale che (incluse pertinenze) supera gli 800 mc assentibili. Posso usufruire del piano casa oppure il fatto avere già la cubatura assentibile costituisce un limite alla sua appicazione? saluti e grazie

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 16:41h, 31 agosto Rispondi

      Salve Stefano, lei può usufruire dei requisiti prima casa senza problemi. Invece di considerare come base del calcolo di ampliamento gli 800 mc, considererà la cubatura esistente.
      Es. Posseggo 920 mc e voglio fare un ampliamento staccato o in aderenza, calcolo: 920 mc + 20% Piano Casa + 10 % impianto da fonti rinnovabili, ecc.
      Le ricordo che se ci sono due unità immobiliari separate, con accesso indipendente, il massimo assentibile si considera su entrambi le unità (art. 3 bis comma 2).
      Se ha bisogno di altro non esiti a contattarmi.
      A presto.
      Paolo

  • Mauro
    Posted at 05:26h, 28 settembre Rispondi

    Buongiorno e grazie per il suo articolo. Ho un quesito da porle. I miei genitori vivono nella loro prima casa e hanno un terrazzo coperto di circa 60mq. Avrebbero intenzione di installare dei serramenti in modo da chiudere il terrazzo; questo comporterebbe un aumento della cubatura, possono usufruire del piano casa o di qualche altra agevolazione? Grazie, Mauro

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 06:21h, 28 settembre Rispondi

      Salve Mauro, sono contento l’articolo le sia piaciuto.
      Per quanto riguarda i suoi genitori, se abitano in una casa singola, bifamiliare o a schiera (in quest’ultimo caso ci sono dei distinguo), hanno diritto ad un ampliamento garantito di 150 mc, quindi non ci sono problemi. Se l’abitazione è situata in una unità a schiera centrale o, peggio ancora, i suoi genitori abitano in condominio, le cose si complicano. Mi faccia sapere nello specifico di quale tipologia di abitazione si tratta e posso essere più preciso.
      A presto.
      Paolo

      • Mauro
        Posted at 11:05h, 28 settembre Rispondi

        grazie per la celere risposta; l’abitazione è singola. Abbiamo provata a chiedere un po’ in giro e ci sono pareri discordanti; il comune dice che per loro è una manutenzione straordinaria, altri dicono che è una ristrutturazione, altri ancora dicono che aumentando la cubatura, viene meno la possibilità di usufruire degli sgravi fiscali. Vorrei quindi chiederle se ci fa un po’ di chiarezza, indicandoci qual’è il tipo di attività che correttamente inquadra l’installazione di serramenti in pvc sulla terrazza, e quali sono gli sgravi fiscali di cui si può usufruire; parlando di cifre, mediamente i preventivi si aggirano tutti sui 14000euro + iva…ma appunto vorremmo capire qual’è è la corretta aliquota da applicare e quali sono le detrazioni possibili….; la ringrazio fin d’ora, perchè veramente non troviamo nessuno che ci abbia dato una risposta chiara purtroppo…

        • Paolo Gollo geometra
          Posted at 14:28h, 28 settembre Rispondi

          Bene Mauro vediamo quali sono i punti da chiarire:
          1 – Posso ampliare? Sì, col Piano Casa avete 150 mc di volume minimo.
          2 – Posso detrarre? Sì. Di seguito la conferma da parte dell’Agenzia delle Entrate.

          http://bit.ly/2hy360s pag. 11
          RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA
          Tra gli interventi di ristrutturazione edilizia sono compresi quelli rivolti a trasformare
          un fabbricato mediante un insieme di opere che possono portare a un fabbricato del
          tutto o in parte diverso dal precedente.
          Esempi di ristrutturazione edilizia:
          • demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria dell’immobile preesistente
          • modifica della facciata
          • realizzazione di una mansarda o di un balcone
          • trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda
          • ecc…

          3 – Quale aliquota devo usare?: 10%
          4 – Quanto posso detrarre? 50%
          5 – Quanti oneri di urbanizzazione pago? Zero, se aggiungete degli impianti da fonti rinnovabili.

          Se serve altro, chiami quando vuole.
          A presto.
          Paolo
          338/1298943

          • Mauro
            Posted at 14:15h, 29 settembre

            ok mi rimane solo un ultimo dubbio; se il lavoro di chiusura del terrazzo, comportasse un aumento di cubatura minore di 150mc, è un problema?
            grazie..fin troppo gentile..

          • Paolo Gollo geometra
            Posted at 15:22h, 29 settembre

            Nessun problema, Mauro, anzi…
            A presto.
            Paolo

  • Paolo Gollo geometra
    Posted at 15:34h, 29 settembre Rispondi

    Salve Costanza.
    Col Piano Casa è possibile realizzarlo, a meno che la fascia non rappresenti un vincolo di inedificabilitá, in questo caso potrebbe essere escluso. Se invece parliamo della fascia di 150 m, non ci sono problemi; comunque dovrei vedere meglio le norme urbanistiche del suo territorio.
    Per quanto riguarda la qualifica di imprenditore agricolo, non c’é questo vincolo per gli ampliamenti residenziali e fino a 800 mc. Ci tengo a precisare che, secondo l’art. 44 della L.R. 11/2004 (quindi anche senza Piano Casa), tutti gli immobili residenziali in zona agricola possono essere ampliati fino a 800 mc, a prescindere dal mestiere che si fa.
    In caso di ampliamento, il nuovo volume deve rispettare la distanza di 10 m dagli altri edifici, oppure può essere realizzato in aderenza se il confinante ha edificato sul confine.
    Se vuole qualche altro dettaglio non esiti a chiamare.
    A disposizione.
    Paolo

  • Matteo
    Posted at 22:01h, 15 ottobre Rispondi

    Buonasera Geom. Gollo.
    Intanto complimenti per l’articolo di facile comprensione. Vorrei sottoporle la mia casistica per avere delle delucidazione in merito a dei punti e spero che possano essere d’aiuto anche ad altre persone.
    La madre della mia fidanzata ha un’abitazione propria con dietro un terreno agricolo sito a Torreglia (PD). E’ stato chiesto un parere preventivo al comune in merito alla possibilità di un ampliamento dell’edificio esistente mediante piano casa e ci è stato risposto che c’è la possibilità sia di ampliare in aderenza sia realizzare un immobile staccato; ovviamente noi abbiamo optato per l’immobile staccato e, successivamente, è stato presentato il progetto al comune. Specifico che sia il parere preventivo sia la richiesta di permesso di costruire sono state fatte a nome della mamma della mia fidanzata (proprietaria dell’abitazione)
    Adesso le pongo i miei dubbi:

    1) Per accedere al mutuo, io e la mia fidanzata, dobbiamo prima realizzare una compravendita del terreno + progetto + almeno la platea realizzata così da poter accatastare il tutto in categoria F/3. Giusto? In più la compravendita non può avvenire solo tra la mamma della mia fidanzata e me? O giustamente deve esserci anche la mia fidanzata visto che il piano casa può essere “ceduto” solo a familiari?

    2) Nella lettera di approvazione del permesso di costruire uno dei punti elencati recita così: “ricevuta versamento contributo di costruzione e monetizzazione standard (da determinarsi cn separata nota)”; la mia domanda è: avrò dei costi da sostenere o, come elencato nell’articolo, saranno pari a zero se il terreno verrà ceduto/compravendita dalla mamma della ia fidanzata a sua figlia e a me?

    3) Visto che la mamma della mia fidanzata vendendo il terreno genererà una plusvalenza dovrà pagare l’imposta all’8% o al 20%?

    Spero di essermi fatto capire, rimango a disposizione e la ringrazio se saprà rispondere ai miei dubbi.

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 22:21h, 15 ottobre Rispondi

      Salve Matteo, grazie per i complimenti, li apprezzo molto.
      Vengo ai suoi quesiti:
      1) L’immobile può essere ceduto a chiunque, a meno che non siamo stati richiesti i requisiti “prima casa”, in questo caso la cessione deve avvenire solo tra parenti (compreso il fidanzato);
      2) I costi sono pari a zero se la domanda viene fatta richiamando i requisiti “prima casa” e con l’utilizzo di fonti rinnovabili, cosa praticamente certa, vista la nuova costruzione dell’edificio.
      3) La plusvalenza generata si può abbattere pagando 8% (anche in 3 anni), solamente, però, dall’anno prossimo. Infatti, l’apertura di questa possibilità viene resa disponibile dopo ogni Legge di Stabilità. La procedura prevede la redazione di una perizia giurata, nella quale viene determinato il valore dell’immobile al 1 gennaio dell’anno in corso (2018 in questo caso) e, successivamente, viene pagata l’imposta dell’8% entro giugno.
      Sono a disposizione per ulteriori chiarimenti, anche telefonici.
      A presto.
      Paolo
      338/1298943

      • Matteo
        Posted at 06:13h, 17 ottobre Rispondi

        Buongiorno Geom. Gollo e grazie mille per le risposte. Avrei, degli ultimi chiarimenti in merito ai punti esaminati:

        1) Nella lettera di accettazione del permesso di costruire un punto recita così: “dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante che l’immobile oggetto d’intervento è prima casa di abitazione”; quindi presentando questo documento per il rilascio del permesso di costruire, obbligatoriamente il terreno deve passare, tramite la compravendita, almeno al 50% alla mia fidanzata visto che è la figlia della proprietaria del terreno e di chi ha richiesto il piano casa…mi corregga se sbaglio.

        2) Anche in questo punto, presentando il documento come sopra e dichiarando l’ultizzo di un impianto fotovoltaico, come unica fonte rinnovabile, il contributo di costruzione e monetizzazione standard sono pari a zero…in che articolo della Legge 14/09 è presente questo? Il comune, può, richiedere comunque un contribuito in merito?

        La ringrazio nuovamente.

        • Paolo Gollo geometra
          Posted at 16:29h, 17 ottobre Rispondi

          Salve Matteo.
          1) In realtà non serve obbligatoriamente una compravendita per avere queste agevolazioni, l’importante è che non venga venduta entro 42 mesi ad estranei. Se volete intestarvi il bene, invece, deve risultare il legame parentale.

          2) L’importante è raggiungere i 3 Kw, in questo caso gli oneri sono zero. I 3 Kw devono essere prodotti da fonti rinnovabili, quindi il fotovoltaico va bene.

          A presto.
          Paolo

          • Matteo
            Posted at 22:08h, 11 dicembre

            Buonasera Geom. Gollo.
            Mi è arrivato il nulla osta da parte del parco Colli ed ora mi accingo a presentare i documenti al comune per la richiesta del “permesso di costruire” e l’ammontare dei relativi oneri da sostenere.
            Nella lettera di accettazione del permesso di costruire, in uno dei punti sotto riportati a “il permesso di costruire potrà essere rilasciato dopo che saranno stati prodotti i sotto elencati documenti” mi viene richiesto:
            – “osservazione del professionista abilitato al requisito dell’utilizzo di fonti di energia rinnovabile con potenza non inferiore a 3Kw (art.6, c.3,L.R.14/09) e e non superiore a 6Kw (D.G.R.n. 2508 del 4 agosto 2008)

            La mia domanda è: devo già indicare il tipo di impianto che realizzerò nel dettaglio o posso solo indicare che andrò a realizzare il fotovoltaico non inferiore a 3 kw e non superiore a 6kw? Perché devo ancora addentrarmi alla scelta specifica poiché sto attendendo la relazione mi merito all’ex Legge 10.

            Spero possa chiarirmi le idee.
            Grazie mille.

  • Paolo Gollo geometra
    Posted at 23:24h, 16 ottobre Rispondi

    Salve Alberto.
    Nel caso di ampliamento staccato:
    Requisiti lett. b): Per entrambi;
    Requisiti lett. c): Per entrambi;
    Requisiti lett. d): Solo relativa alla parte smaltita.

    A disposizione.
    Paolo

  • Stefano
    Posted at 09:03h, 24 ottobre Rispondi

    Buongiorno geom. Gollo, nel caso 2, abbiamo tutti i requisiti TRANNE il possesso dal 31 ottobre 2013 (ovvero il terreno è stato acquistato nel maggio 2014) secondo lei ci sono altre strade “percorribili“ ? Oppure aspettare (e sperare) che facciano delle proroghe al piano casa. purtroppo eravamo ad un passo dal nostro sogno, ma ne geometra ne comune si erano accorti prima di questa cosa, avevamo gia progetto pronto 🙁

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 13:31h, 24 ottobre Rispondi

      Buongiorno Stefano.
      Se il terreno acquistato nel 2014 apparteneva ad un estraneo credo ci sia poco da fare, se era di un parente entro il 3° grado (forse) c’è ancora qualche margine.
      Ovviamente dovrei entrare un po’ più nel merito.
      A disposizione.
      Paolo

  • Paolo Gollo geometra
    Posted at 13:22h, 24 ottobre Rispondi

    Salve Brusa.
    Al di là del Piano Casa, il quale prevede una deroga alla distanza dai confini solo in caso di prima casa, è possibile ricostruire l’immobile esattamente dov’era.
    A disposizione.
    Paolo

  • Diego Gecchele
    Posted at 20:28h, 14 novembre Rispondi

    Buonasera mi piecerebbe avere un parere relativo alla fattispecie così descritta dai tre punti che seguono:

    1-annesso rustico in corso di costruzione al 31/12/2013 (concessione originaria anno 2004 e
    succ.varianti) in zona agricola, cubatura circa 660 mc
    2-inserimento dell’immobile, su mia richiesta, nel Piano Interventi, tra gli annessi non più
    funzionali alla conduzione del fondo per la trasformazione, come da accordi con il comune, in
    immobile a destinazione residenziale
    3-esistenza nelle NNTTAA del P.I. del Comune dell’impossibilità dell’utilizzo della legge L.R.
    11/2004 che permette l’ampliamento fino a 800mc degli immobili residenziali in zona agricola, a
    seguito della trasformazione della destinazione d’uso dell’annesso rustico stesso

    Si chiede quindi un parere sulla possibilità di applicazione della L.R. 14/2009, c.d. piano casa, nelle previste volumetrie, all’immobile di cui sopra, contestualmente al suo cambio di destinazione d’uso da annesso rustico a immobile residenziale.
    In caso affermativo si chiede se, qualora il Comune sia legittimato a escludere l’applicazione della legge regionale 11/2004, che prevede l’ampliamento a 800mc di cui sopra, gli aumenti volumetrici previsti dal piano casa stesso, debbano essere calcolati quindi sul volume esistente o su quello ipotetico degli 800mc.

    Ringrazio e con l’occasione porgo i miei migliori saluti.

    Diego Gecchele

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 11:22h, 17 novembre Rispondi

      Salve Diego, non credo si possa applicare il Piano Casa all’annesso che ha citato. Pur essendo previsto il cambio di destinazione d’uso all’interno della LR Piano Casa, c’è bisogno di un volume residenziale di partenza alla data del 31/10/2013.
      Sono convinto che la strada più fluida sia quella di perseguire con l’accordo pubblico/privato.
      A disposizione.
      Paolo

      • Diego Gecchele
        Posted at 09:35h, 22 novembre Rispondi

        Buongiorno Geom.
        ho ripetuto per errore due volte il quesito, la ringrazio molto per la risposta.
        La saluto
        Diego

  • Michele P
    Posted at 10:01h, 20 novembre Rispondi

    Buongiorno geometra Gollo,
    Le pongo un quesito, in questi giorni il costruttore della palazzina dove risiedo ha proposto a me e ad altri condomini di vendergli del volume dei nostri appartamenti al fine di mettere a norma gli attici nei quali il secondo piano/sottotetto è evidentemente abusivo, usufruendo del Piano Casa.
    Tutti allettati dal facile guadagno hanno accettato, ma le chiedo cosa comporta la rinuncia di questo volume? Ad un successivo ricalcolo dei millesimi (anche se mi è stato detto di no) o a qualche perdita di diritti più in generale?
    Grazie per il suo tempo

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 11:57h, 20 novembre Rispondi

      Salve Michele.
      Il volume Piano Casa è, di fatto, un “bonus” che viene regalato per incentivare i cantieri edili. Nel suo caso non ci sono perdite di diritti, anzi può essere l’occasione per monetizzare questo bonus o, cosa che preferisco, sostituire la remunerazione economica con la riqualificazione del condominio: sistemare le parti comuni, realizzare un cappotto esterno, ecc. Quest’ultima scelta permetterebbe a tutto il condominio di detrarre parte dei lavori, risparmiare sul riscaldamento e riqualificare economicamente tutto l’immobile.
      Se ha bisogno di altri consigli mi chiami pure.
      A presto.

  • Davide
    Posted at 18:16h, 20 novembre Rispondi

    Buongiorno geometra le chiedo per un permesso di costruire (deposito residenziale nel mio caso) deve per forza di cosa esser integrato con fonti rinnovabili? progetto di ampliamento in zona agricola staccato residenziale con sfruttamento del 45% del volume della casa di mio padre ad una distanza inferiore di 200 mt., quello che le chiedo in merito alle fonti rinnovabili è che il mio deposito non è ne isolato e non avrà bisogno di essere riscaldato visto che avrà la funzione di magazzino attrezzi edili. grazie per eventuali risposte. Davide

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 21:28h, 21 novembre Rispondi

      Salve Davide.
      Per quanto riguarda il riscaldamento, non essendoci nessun impianto termico, non é previsto alcun accorgimento particolare, mentre per il fotovoltaico non esiste nessuna deroga assimilabile alla sua, mi spiace.
      A disposizione.
      Paolo

  • Diego Gecchele
    Posted at 09:32h, 22 novembre Rispondi

    Buongiorno geom. Gollo
    dispongo di un annesso rustico, concessione del 2004 e succ.varianti, accatastato come ancora in stato di costruzione benchè mancante solo degli intonaci e marciapiedi esterni, il quale è già stato inserito, come da mia richiesta al comune, nel Pati e PI nella lista annessi non più funzionali alla conduzione del fondo in vista della trasformazione in residenziale (il comune sta valutando la perequazione da richiedere).
    Le NTA del PI vietano peraltro l’ampliamento fino a 800 mc per gli annessi rustici prevista dall’art.44, mi sembra, nel momento del cambio destinazione d’uso.
    Secondo la legge posso applicare, contestualmente al cambio di destinazione d’uso, l’ampliamento di cui al Piano caso e in caso affermativo su quale volume potrei calcolare tale ampliamento (l’annesso come da concessione ammonta a circa 660mc di volume).
    La ringrazio in anticipo per l’eventuale gradita risposta.
    Diego Gecchele

  • Giacomo Lenzi
    Posted at 18:41h, 27 novembre Rispondi

    Gentilissimo geometra Gollo,
    ho un semplice quesito da porle: il mio vicino di casa vuole utilizzare il Piano casa per ampliare la propria abitazione. C’è un problema: questo signore vuole costruire sul confine senza rispettare le distanze minime. Il Piano Casa ha derogato le distanze del Codice Civile e delle Leggi in materia? Le fonti del diritto vanno sempre rispettate e i regolamenti comunali non possono essere in conflitto con tali norme. Per costruire sul confine è necessario l’ assenso scritto e registrato con atto notarile da parte del proprietario confinante. Mi conferma?
    Grazie mille per disponibilità!
    Buona serata
    Giacomo

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 00:23h, 28 novembre Rispondi

      Salve Giacomo, se si tratta di prima casa, il confinante ha il diritto di costruire in deroga allo strumento urbanistico, rispettando quanto prescritto dal Codice Civile, senza obbligo di prescrizioni particolari previste dal Regolamento Comunale. Sta di fatto, che la possibilità di
      Costruire in deroga ai regolamenti é sempre “fatto salvo diritto di terzi”, quindi ha sempre facoltà di chiedere ad un giudice di interrompere un progetto di quel tipo se dimostra che vengono lesi i suoi diritti.
      Nel caso non si trattasse di prima casa, il confinante deve rispettare le distanze previste.
      A disposizione,
      Paolo

  • Giacomo Lenzi
    Posted at 08:09h, 28 novembre Rispondi

    Gentilissimo grazie. Quindi se si tratta di prima casa vale quanto previsto nel Codice Civile: distanza di 3 metri tra gli immobili, quindi minimo 1,5m dal confine. Tenga conto che le nostre abitazioni sono già aderenti su un lato (da progetto originario) ma ora lui vuole ampliare proprio sul confine con la mia proprietà. Grazie ancora
    Giacomo

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 10:12h, 04 dicembre Rispondi

      Esatto, Giacomo, ricordo che gli interventi sono sempre “fatti salvi i diritti di terzi”, quindi può comunque chiedere la revoca del titolo, attraverso una procedura legale, se questa viola i suoi diritti di proprietario del terreno. Ovviamente sono pratiche che non garantiscono un risultato certo, parlando di giurisprudenza.
      A presto.
      Paolo

  • Desirèe F.
    Posted at 10:37h, 20 dicembre Rispondi

    Salve, ho un quesito da porLe: la mia abitazione sita in zona agricola è per metà soggetta a vincolo di inedificabilità stradale, mentre l’altra metà non è soggetta a tale vincolo. Posso ampliarla come da piano casa al di fuori della fascia di rispetto stradale senza demolire l’esistente o tale vincolo mi blocca ogni possibilità di ampliamento?
    La Ringrazio

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 14:25h, 05 gennaio Rispondi

      Salve Desirèe, mi spiace di risponderle adesso, ma il suo commento era finito nello spam.
      Purtroppo le case anche parzialmente inserite in un vincolo di inedificabilità sono escluse dal Piano Casa, dovrebbe poterle demolire e spostare dal vincolo (utilizzando le norme del Comune), per poi presentare il Piano Casa, ma se mi parla di ampliamento significa che la casa non merita la demolizione.

      “Art. 9 Lettera d): esclude dall’applicazione della legge le fattispecie elencate all’art. 33 legge n. 47/1985. Sono altresì esclusi gli edifici ricadenti in aree dichiarate inedificabili in forza di sentenza o provvedimento amministrativo. Sono altresì esclusi gli interventi su costruzioni ubicate nelle zone di protezione delle strade di cui al DM 1 aprile 1968, n. 1404 e in quelle di rispetto al nastro stradale e di cui al D.Lgs 30 aprile 1992 n. 285.”

      A disposizione.
      Paolo

  • Diego
    Posted at 13:44h, 05 gennaio Rispondi

    buongiorno,
    vorrei farle una domanda in merito all’applicazione del Piano Casa in zona agricola..
    Per farla molto semplice in un lotto di proprietario dei genitori (in zona agricola), viene costruito un nuovo fabbricato utilizzando l’ampliamento del fabbricato in proprietà al figlio “A” (confinante con il lotto destinatario). Una volta ritirato il permesso di costruire, i genitori vendono il lotto con il relativo progetto al figlio “B”. Nel piano casa non è riportato nessun divieto a questa operazione se non in caso di richiesta di agevolazioni sugli oneri come prima casa (non è il caso in questione). E’ fattibile secondo la sua esperienza questo passaggio?

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 14:07h, 05 gennaio Rispondi

      Salve Diego.
      Il Piano casa, all’rt. 2 comma 2, prevede: “…l’ampliamento può essere, altresì, realizzato su un altro lotto, purché lo stesso si trovi a non più di 200 metri, misurabili in linea d’aria, rispetto al lotto di pertinenza dell’edificio che genera l’ampliamento e appartenga, già alla data del 31 ottobre 2013, al medesimo proprietario o al di lui coniuge o figlio.
      Quindi è possibile.
      Per quanto riguarda la vendita, nella premessa la Legge dice: “… non sono autonomamente cedibili come crediti edilizi, ma ciò non impedisce che possano essere ceduti i manufatti ai quali tali incrementi danno origine.”
      Quindi bisogna vendere non il lotto col progetto, ha un cantiere in corso di costruzione, con accatastamento in categoria F3.

      Spero di esserle stato utile, sono a disposizione per ulteriori informazioni.
      Paolo

  • Valentina
    Posted at 18:19h, 18 gennaio Rispondi

    Buonasera Geometra, ho da farle una domanda:
    Nel 2017 ho acquistato una casa in zona agricola di Padova con 8000 m di terreno.
    La casa è molto vecchia, anni 60 .il preventivo per la ristrutturazione quasi supera quello di una nuova costruzione .
    Volevo sapere se posso costruire un corpo staccato con il piano casa .
    Grazie.
    Ho trovato veramente molto utile il sito.
    E lei un vero professionista .

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 00:07h, 19 gennaio Rispondi

      Buonasera Valentina, e grazie per i complimenti.
      La risposta al suo quesito è sì, può usufruire del Piano Casa per un ampliamento staccato, se non è presente in zone con divieto di inedificabilità). Nello specifico può ampliare del 30% (20% + 10% per fonti rinnovabili), da unire alla cubature utilizzabili con le norme esistenti (ampliamento fino a 800 mc dell’esistente, per edifici in zona agricola).
      Se ha bisogno di qualche altra informazione sono a disposizione, in più sono spesso a Padova.

      Un caro saluto.
      Paolo
      338/1298943

  • Valentina
    Posted at 06:07h, 30 gennaio Rispondi

    Grazie per la celere risposta. Sicuramente la chiamerò per avere una sua consulenza in quanto i pareri dei vari professionisti sono discordanti. Qualcuno dice che è possibile qualcuno dice di no.in quanto Casa di proprietà oltre il 31/10/2013.
    La casa si trova in fascia di rispetto autostradale con iun giardino di 700mq ma il terreno di quasi 7300 mq no. La mia idea era quella di spostare la cubatura nella fascia fuori dell’autostrda.

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 08:39h, 30 gennaio Rispondi

      Prego Valentina.
      Il titolo a presentare il Piano Casa riguarda il fabbricato “esistente” alla data del 31/10/2013, quindi ha i requisiti. Una cosa su cui fare attenzione, invece, riguarda la presenza in fascia di rispetto autostradale: essendo inedificabile, il fabbricato non può usufruire del Piano Casa, a meno che non venga demolito, spostato fori dal vincolo e ampliato.
      Le segnalo il quesito numero 16 dal sito della Regione:
      https://www.regione.veneto.it/web/ambiente-e-territorio/pareri-piano-casa-ter

      A presto.
      Paolo

  • Anna Trevisan
    Posted at 08:19h, 02 febbraio Rispondi

    Buongiorno, avrei bisogno di maggiori informazioni riguardo alla cubatura raggiungibile con ampliamento attraverso piano casa in zona agricola. In particolare i miei genitori hanno una casa di circa 500 mc e sono disposti a realizzare un ampliamento sul terreno adiacente sempre di loro proprietà ed anche esso in zona agricola. La cubatura che si può costruire é solo il 20% (+ eventuale 10%,15%..) degli 800 mc o i 300 mc mancanti più le percentuali? Spero di essere stata abbastanza chiara.
    Rimango a disposizione e la ringrazio in anticipo.
    Cordiali saluti.

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 09:03h, 02 febbraio Rispondi

      Buongiorno Anna.
      Se i suoi genitori possiedono una casa di 500 mc, possono costruire:
      1) 300 mc (differenza tra 800 mc ed esistente – art. 48 LR 11/2004)
      2) Piano Casa sul massimo assentibile, cioè sugli 800 mc, se si utilizzano i requisiti prima casa.
      Quindi, se portate entrambe le case in classe B, potete fare un ampliamento, in aderenza o staccato, di 660 mc (360 mc Piano Casa + 300 mc LR 11/2004)
      Ricordo che, utilizzando i requisiti prima casa, i richiedenti devono mantenere la residenza per 42 mesi dall’agibilità e che non si pagano oneri sui 360 mc, mentre sui 300 mc sì.

      Spero di essere stato comprensibile, eventualmente sono disponibile ad un confronto diretto.
      A presto, Anna.
      Paolo

  • Alessandro
    Posted at 09:33h, 06 febbraio Rispondi

    Buongiorno Paolo, complimenti per la competenza, difficile trovare persone disposte anche a metterla a disposizione su internet.
    Vengo al dunque.
    Sto valutando l’acquisto di un lotto di terreno di circa 1500 mq, sul quale esiste un rustico di circa 200 mq (100 0mc), addossato al un’abitazione degli anni 80 abitata.
    La mia intenzione sarebbe quella di buttare giù tutto e spostare la volumetria all’interno del lotto, in modo da staccarsi dal vicino. Il rustico è difficilmente sistemabile, va buttato giù.
    Il problema è che l’area viene classificata come ZONA RURALE, individuata nel PRG del Comune come tale. In questa area è possibile sistemare il rustico, è consentito anche demolirlo e ricostruirlo, ma all’Ufficio Tecnico mi hanno detto che non essendoci scritto nel PRG, non sarà possibile spostare la cubatura in altro sedime, anche se all’interno dello stesso lotto.
    Mi sembra alquanto strano, visto che il Piano Casa prevede spostamento di sedime (il fatto che ci sia scritto in documenti degli anni 80 non vuol dire che il piano casa non sia applicabile).
    Che ne pensa lei? Le è mai capitato di avere a che fare con queste zone rurali?
    Grazie
    Saluti
    Alessandro

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 13:12h, 06 febbraio Rispondi

      Buongiorno Alessandro, grazie per l’apprezzamento, mi fa molto piacere.
      Venendo al suo quesito, secondo me non ci sono evidenti problemi, a meno che non ci siano delle prescrizioni e dei vincoli particolari per il fabbricato. Bisogna accertare se esiste una scheda specifica, le singole Norme Tecniche mi sembrano un po’ datate per limitare l’intervento.
      A sostegno di questa tesi, inoltre, c’è sia il Piano Casa, che scavalca i regolamenti comunali (tranne i vincoli citati nell’art. 9), sia la modifica della definizione di ristrutturazione inserita nel Testo Unico, il DPR 380/2001 all’art. 3 comma 1 lett. d) e relativi aggiornamenti:

      “interventi di ristrutturazione edilizia”, gli interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. […] Nell’ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria di quello preesistente, […] attraverso la loro ricostruzione, purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza. Rimane fermo che, con riferimento agli immobili sottoposti a vincoli ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni, gli interventi di demolizione e ricostruzione e gli interventi di ripristino di edifici crollati o demoliti costituiscono interventi di ristrutturazione edilizia soltanto ove sia rispettata la medesima sagoma dell’edificio preesistente;

      D’istinto, comune, direi che l’intervento è fattile, non resta che confrontarsi con l’Ufficio Tecnico (col coltello tra i denti).
      Spero di essere stato utile.
      A disposizione.
      Paolo
      338/1298943

  • Matteo
    Posted at 06:57h, 13 febbraio Rispondi

    Buongiorno Geometra Gollo,
    avrei un piccolo dubbio: ho fatto richiesta del Piano Casa su terreno agricolo; l’ufficio tecnico del comune mi ha comunicato che potevo costruire un’unità staccata all’edificio esistente, il Parco Colli mi ha dato l’ok ed ora sto attendendo il conteggio degli onerida parte del comune. Ora, come descritto nel suo articolo e leggendo la regolamentezione del Piano Casa, io non avrei degli oneri da pagare anche perchè avendo anche il fotovoltaico e utilizzando la pompa di calore (non ho il gas) avrei diritto ad una scontistica visto l’utilizzo di fonti rinnovabili (mi corregga se sbaglio).
    La mia domanda è: può essere che comunque mi siano richiesti degli oneri in merito? Ci sono casi particolari nei quali, il Comune, può richiederli?
    La ringazio se potrà rispondermi.
    Buona giornata.

    Matteo

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 21:37h, 13 febbraio Rispondi

      Salve Matteo, l’art. 7 della LR 14/2009 (Piano Casa) prevede il completo sgravio degli oneri (tutti, a parte i diritti di segreteria) per chi richiede i requisiti prima casa (con vincolo di residenza per 42 mesi dopo l’agibilità) ed utilizza impianti ad energia da fonti rinnovabili da almeno 3 KW. Ovviamente parliamo del solo volume generato con Piano Casa, la presenza di volume aggiuntivo (es: raggiungimento degli 800 mc per gli edifici esistenti in zona agricola, art. 44 comma 5 – LR 11/2004) viene regolamentato senza sgravi.
      https://www.studiogollo.com/wp-admin/edit-comments.php#comments-form
      Spero di essere stato utile.
      A disposizione.
      Paolo

      • Matteo
        Posted at 23:02h, 20 febbraio Rispondi

        Buonasera geometra,
        mi sono arrivati gli oneri da pagare (siamo sui € 15,000) quindi non ho avuto lo sgravio completo.
        Nella carta arrivata gli oneri sono suddivisi in:
        – contributo commisurato al costo di costruzione
        – oneri di urbanizzazione primaria
        -oneri di urbanizzazione secondaria.

        com’è possibile visto che installerò il fotovoltaico da minimo 3kw e che, come richiesto dal Comune, devo presentare un “atto d’obbligo redatto su stampato predisposto dallo scrivente comune con il quale il richiedente o familiare convivente si impegni a mantenere la residenza nell’ampliamento in oggetto per i 42 mesi successivi l’agibilità a norma dello stesso art. 7, comma 2 bis, L.R.14/09.3.”

        Dove posso aver sbagliato o cosa posso aver dimenticato per non avere azzerata i costi imputati?
        E’ possibile far rivedere i conti al Comune?
        Grazie della disponibilità.

        • Paolo Gollo geometra
          Posted at 17:22h, 23 febbraio Rispondi

          Salve Matteo, confermo il totale sgravio degli oneri di urbanizzazione se ci sono queste condizioni:
          – Volume generato dal Piano Casa;
          – Requisito prima casa;
          – Impianti da fonti sostenibili con potenza minima 3Kw.
          Ricordo che, nel caso di volume da ampliamento “fino a 800 mc”, art. 44 comma 5 LR 11/2004, vanno pagati regolarmente.

          E’ ovvio che per dipanare questa cosa è il caso di confrontarsi col tecnico comunale insieme al suo professionista.

          A presto.
          Paolo

  • ara leonardo
    Posted at 17:12h, 23 febbraio Rispondi

    salve geometra 10 anni fa ho acquistato da un stabilimento balneare un chiosco al mare proprieta privata con i relativi servizi igenici, confinanti con i bagni igienici dello stabilimento non mio,ci siamo divisi i servizi con regolare voltura.Adesso abbiamo deciso in comune accordo di demolire e di realizare con un nuovo confine i due corpi unendoli ,ricordo che prima va tutto demolito servizi igenici e ricostruirli insieme con il piano casa,ma purtoppo per rimanere a 10m dallo stabile già esistente (CHIOSCO) dovrei sconfinare di circa 20 mq sempre d

    salve geometra,10 anni fa ho acquistato daun stabilimento balneare un chiosco al mare.(non demanio)i servizi igenici erano tutti insieme ma noi con regolare volture abbiamo diviso i servizi, Adesso con il piano casa vogliamo fare insieme demolizione e ampliamento unendo i due corpi ,ma dalla mia parte per rispettare le distanze 10m dal fabricato (CHIOSCO)sconfino di circa 20 mq, il mio confinante non avrebbe problemii a concedermi il terreno sicome dobbi amo presentare la progetazione insieme chiedo e possibile fare tutto questo,grazie mille

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 17:31h, 23 febbraio Rispondi

      Salve.
      E’ importante verificare se sono presenti delle schede in Comune che normano le strutture simili alla sua, in modo tale da capire se esistono vincoli particolari che possono escludere il Piano Casa. In mancanza di vincoli credo non ci siano problemi, facendo attenzione che il volume generato dal Piano Casa (non quello esistente) venga fatto “atterrare” sul proprio terreno e non su quello del vicino, mentre il volume esistente si può spostare anche di sedime (salvo prescrizioni particolari).

      Come avrà capito, faccio un po’ fatica a dargli dei punti fermi senza avere una documentazione delle proprietà, resto comunque moderatamente ottimista.
      A disposizione.
      Paolo

  • Ara Leonardo
    Posted at 10:03h, 24 febbraio Rispondi

    grazie mille per il suo interessamento e celerita,tanti saluti

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 11:38h, 25 febbraio Rispondi

      Prego Leonardo, in bocca al lupo.
      Paolo.

  • Lorenzo Marcolin
    Posted at 10:52h, 25 febbraio Rispondi

    Buongiorno geometra, mia nonna possedeva una casa di 360 mc che vista la sua morte è passata ai suoi 2 figli, genitori miei e di mio cugino. Questa casa ha un pezzo di terreno agricolo adiacente che vorrei sfruttare con il piano casa assieme a mio cugino per costruire una bifamiliare o 2 case indipendenti.
    Potrebbe aiutarmi con i calcoli della cubatura nei seguenti casi?
    1) Ampliamento staccato per costruzione di bifamiliare.
    2) Demolizione di mezza casa + ricostruzione e ampliamento staccato di bifamiliare.
    3) Demolizione e ricostruzione casa vecchia per mio cugino + ampliamento staccato per me.

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 11:38h, 25 febbraio Rispondi

      Buongiorno Lorenzo.
      La premessa “vitale” per la realizzazione dell’ampliamento è capire la destinazione dell’area (ZTO agricola, residenziale, ecc.).
      Ipotizzando si trovi in zona agricola, l’ampliamento si calcola in questo modo:

      – Ampliamento ai sensi della LR 11/2004 (anche dopo il piano casa):
      800 mc (volume massimo) – 360 mc (volume esistente) = mc 440,00

      – Volume Piano Casa (scadenza 31/12/2018)
      800 mc (massimo assentibile art. 3 comma 2) x 30% (20% + 10% bonus Piano Casa) = 240 mc
      Il calcolo del piano casa in zona agricola si può calcolare sul massimo volume di 800 mc, qualora si tratti di prima casa. Su quest’ultimo aspetto, alcuni Comuni trovano da eccepire se chi presenta la domanda non ha i requisiti prima casa, come nel vostro caso, altri, invece, tengono conto che l’immobile proviene dalla successione della prima casa della nonna, acconsentendo al calcolo massimo.
      In caso di demolizione, i bonus aumentano.

      Quindi:
      Possibilità 1 : 440 mc + 240 mc = 680 mc (calcolo sul massimo assentibile – art. 3 bis)
      Possibilità 2 : 440 mc + 108 mc = 548 mc (30% su volume esistente)
      I volumi Piano Casa aumentano in caso di demolizione e ricostruzione.

      Detto questo:le versioni possono essere:
      1) Ampliamento staccato per costruzione di bifamiliare.
      2) Demolizione di mezza casa + ricostruzione e ampliamento staccato di bifamiliare.
      3) Demolizione e ricostruzione casa vecchia per mio cugino + ampliamento staccato per me.
      4) Ampliamento in aderenza + ampliamento staccato

      Spero di aver dato un contributo alla vostra programmazione, qualora il quesito risulti complesso, non esitate a contattarmi telefonicamente.
      A disposizione.
      Paolo
      338 1298943

  • Lorenzo Marcolin
    Posted at 00:03h, 02 marzo Rispondi

    Buonasera, grazie per la pronta risposta.
    Sono andato a spuliarmi la legge riportata in questo punto: “Ampliamento ai sensi della LR 11/2004 (anche dopo il piano casa):”. Da come ho compreso questa fetta di ampliamento è possibile solo nel caso i miei genitori siano agricoltori costruiscono per scopi agricoli. In questo caso io non dovrei considerarla e mi rimarrebbe solo la fetta del piano casa poiché non sarebbero rispettati questi requisiti.
    In caso invece di demolizione quale sarebbe il conteggio dei metri cubi? Volume casa esistente + 70% di 800: 360+560=920mc.
    Grazie ancora cordiali saluti

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 08:25h, 02 marzo Rispondi

      Buongiorno Lorenzo, le riporto la parte dove si parla di ampliamento fono a 800 mc:
      Art. 44 – Edificabilità.
      Sono sempre consentiti, purché eseguiti nel rispetto integrale della tipologia originaria, gli interventi di cui alle lettere a) (manutenzione ordinaria, Ndr), b)(manutenzione straordinaria, Ndr), c) (restauro conservativo, Ndr) e d) (ristrutturazione,Ndr) dell’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 […], nonché l’ampliamento di edifici da destinarsi a case di abitazione, fino ad un limite massimo di 800 mc. comprensivi dell’esistente, purché la destinazione abitativa sia consentita dallo strumento urbanistico generale.

      In buona sostanza, in presenza di fabbricato residenziale, tutti gli edifici in zona agricola (salvo diverso strumento urbanistico vincolante) posso ampliarsi fino ad 800 mc. In caso di prima casa, il calcolo dell’edificio esistente si applica sugli 800 mc e non sul volume esistente. I requisiti di imprenditore agricolo a titolo principale si applica solamente alla nuova edificazione.

      Quindi, volume totale:
      800 mc + ev. 70% di 800 mc (se prima casa) = 1360, 00

      Spero di averle dato un ulteriore contributo.
      A presto.
      Paolo

  • luigino favret
    Posted at 11:31h, 15 marzo Rispondi

    Buongiorno e complimenti per le puntuali e pertinenti risposte e pareri.
    Sono Gino e devo realizzare una pergola/tettoia nel giardino di mia proprietà collegata (mediante appositi tubi a sezione quadrata di opportune dimensioni) con la parete finestrata del mio fabbricato. La configurazione al piano terra, in pianta é : parete finestrata-terrazza (mt 2,70 di profondità)- pergola/tettoia per auto a seguito cambio destinazione d’ uso del originale garage.
    La domanda è : a quale distanza dalla parete finestrata va posta la struttura da realizzare?
    La ringrazio anticipatamente e rimango a disposizione per i dettagli necessari.
    Gino

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 12:00h, 16 marzo Rispondi

      Buongiorno Luigino, grazie per i complimenti.
      In linea di massima i pergolati e le tettoie, se non hanno pareti chiuse, possono non rispettare le distanze dai fabbricati, salvo diversa disposizione dei Comuni. Nel caso di Piano Casa, dobbiamo prendere in considerazione la Norma nazionale, che non prevedere questa casistica per i rispetto delle distanze.
      Se vuole mandarmi una planimetria o una foto a info@studiogollo.com posso entrare più in profondità alla questione.

      Spero di esserle state utile.
      A presto.
      Paolo

  • Sandro
    Posted at 10:09h, 10 maggio Rispondi

    Salve
    ho un fabbricato di 430 mc, voglio applicare il piano casa che, calcolato sugli 800 mc, mi consente di avere 240 mc edificabili per un totale di mc 670. Se ho letto bene le sue risposte precedenti io non potrei applicare il Piano Casa perchè, comunque, non raggiungerei gli 800 mc previsti dalle leggi ordinarie. Tuttavia ho letto su alcuni opuscoli (ad esempio GUIDA AL PIANO CASA del Collegio dei Geometri di Verona ) che ” gli interventi del Piano Casa” ( in zona Agricola) non consumano la potenzialità edificatoria prevista dagli strumenti urbanistici vigenti restando ferma la possibilità di ampliamenti uteriori. Che ne pensa ?

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 15:01h, 10 maggio Rispondi

      Salve Sandro, In linea di massima ha ragione: posso ampliare utilizzando la sola cubatura Piano Casa e usare l’ampliamento per il raggiungimento degli 800 mc in un secondo momento. Il problema è che il TAR Veneto, con l’ordinanza n. 591/2017, ha sentenziato che prima va utilizzato il volume urbanistico e successivamente, ad esaurimento del volume (800 mc), si utilizza il Piano Casa. Alcuni Comuni hanno recepito questa direttiva, altri ancora no.

      Spero di esserle stato utile, se ha bisogno di entrare in profondità alla questione mi contatti pure.
      Cordialmente, Paolo
      338 1298943

      PS: Le lascio un po’ riferimento utile.
      http://italiaius.it/wp-content/uploads/2017/12/2-Commento-Stoppa-a-Ordinanza-TAR-591-2017-Volume-Piano-casa.pdf

  • Sandro
    Posted at 14:35h, 10 maggio Rispondi

    Questa mattina avevo inserito una domanda, ora vedo che è stata cancellata…….

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 15:03h, 10 maggio Rispondi

      Salve Sandro, non è stata cancellata, doveva solo essere approvata. Tutto a posto…

  • GIANANTONIO SCHIAVUZZI
    Posted at 22:51h, 20 maggio Rispondi

    Buongiorno geom. Gollo,
    Le pongo questo quesito è La ringrazio in anticipo della risposta:
    Possiedo una casa singola di circa 1000 metri cubi in zona agricola a Brenzone sul Garda ed un terreno adiacente, inoltre mia figlia possiede un terreno adiacente sempre nei 200 metri distanza. La mia casa ha impianto fotovoltaico di 10 kw, riscaldamento acqua sanitaria solare e caldaia a legna/gasolio.
    Le domande:
    – quanti metri cubi posso realizzare su corpo staccato?
    – posso utilizzare i metri cubi disponibili per realizzare due costruzioni (una per figlio è una per figlia) ?
    – io resterò residente sicuro per oltre 42 mesi, ma i figli hanno la residenza altrove; valgono comunque le disposizioni prima casa e relativi sgravi oneri comunali?
    – se no, dovrei mantenere intestato a me il terreno per 42 mesi prima di passarlo al figlio (come vendita o come donazione) ?

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 09:39h, 21 maggio Rispondi

      Buongiorno Gianantonio.
      Secondo un’analisi preliminare, posso dirle che:
      – può costruire dai 300 ai 450 mc circa (dipende se può portare la classe attuale in classe B;
      – Secondo i riscontri già avuti in altri cantieri, non può fare più di 1 ampliamento staccato.
      – In linea di massima può mantenere le agevolazioni prima casa, l’importante è che il figlio mantenga lui la residenza al momento del fine lavori.
      – Non si applicano i requisiti prima casa sul solo terreno, scattano dall’agibilità. Inoltre, sconsiglio vivamente la donazione.

      Sono a disposizione per un eventuale confronto telefonico.
      Spero di esserle stato utile.
      A presto.
      Paolo
      38 1298943

  • SCHIAVUZZI GIANANTONIO
    Posted at 16:00h, 21 maggio Rispondi

    La ringrazio molto dei suoi chiarimenti. Ho ancora un dubbio: i metri cubi di computo come si calcolano? Perimetro di base (muri esterni) x altezza sino alla gronda, esclusa la parte interrata? Il sottotetto in origine non abitabile, poi condonato come si conteggia? Il garage e le cantine parzialmente fuori terra si conteggiano? In origine la concessione edilizia fu data con la legge 4 utilizzando un rustico preesistente ed i metri cubi furono conteggiati solo su locali di soggiorno e camera da letto esclusi tutti i locali di servizio (bagni, corridoio, dispensa, garage e cantine) ma ora credo che i criteri siano più restrittivi.
    La ringrazio ancora. Al momento sono ancora in una fase di argomentazione con i figli. Poi con le idee più chiare mi permetterò di disturbarla di persona.
    Qua l’e’ il suo recapito?

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 21:06h, 21 maggio Rispondi

      E’ un piacere Gianantonio, nessun disturbo.
      Per calcolare quanto volume è possibile edificare, è necessario consultare le Norme Tecniche di Attuazione del Comune di Brenzone sul Garda, ogni Comune, infatti, ha il proprio modo ci calcolare il volume urbanistico.
      E’ ovvio che sono a disposizione per entrare nel dettaglio, improvvisare in questi commenti potrebbe essere fuorviante. In caso, avrei bisogno di una copia degli elaborati dello stato di fatto.
      A disposizione.
      Paolo
      338 1298943
      info@studiogollo.com

  • Andrea Mantovan
    Posted at 09:53h, 19 giugno Rispondi

    salve sono un geometra all’impresa con il piano casa nel comune di porto viro volevo una spiegazione su un mio calcolo se è corretto
    casa esistente con piano seminterrato e piano rialzato da regolamento edilizio si calcola come volume edificabile in specifico al piano seminterrato da quota zero.
    volume esistente 432,05
    siamo in presenza di bifamiliare con ingresso autonomo e prima casa
    calcolo:
    art. 2 comma 1 20% o 150 mc. opterei per i 150 mc.
    in aggiunta :
    art. 2 comma 5 10% calcolati su 432,05 = 43,205
    art. 2 comma 5 bis 15% calcolati su 432,05 = 64,8075
    complessivo volume edificabile 150+43.20+64.81 = 258,01 essendo in sopraelevazione diviso 3 ml. = mq. 86,00 .
    grazie per la risposta . mantovan geom. andrea mapuma777@libero.it

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 17:10h, 22 giugno Rispondi

      Salve Andrea.
      Purtroppo, in base alla mia esperienza, può scegliere o i 150 mc o i vari bonus previsti.

      Quindi:
      432,05 mc + 20% + 10% ecc.

      Oppure: 432,05 + 150 mc

      A disposizione.
      Paolo

  • Marco
    Posted at 06:05h, 29 giugno Rispondi

    Buon giorno, articolo molto interessante e ben scritto. Se ho capito correttamente è quindi possibile demolire ricostruire con medesima volumetria una villetta esistente, costruire un box pertinenziale, e potenzialmente costruire in aderenza alla villetta una terza unità indipendente dalla villetta originaria applicando il piano casa ed usufruendo per i primi 2 interventi (demolizione e ricostruzione villetta + box dei benefici fiscali per la ristrutturazione) e per il terzo (unità indipendnete in aderenza – deposito + lavanderia) nessun beneficio fiscale ma senza che questo sia considerato un aumento di volumetria trattandosi di unità separata e quindi non fa decadere i benefici fiscali sui primi 2 interventi. Corretto? La ringrazio in anticipo per la cortese risposta.

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 07:20h, 29 giugno Rispondi

      Buongiorno Marco.
      La doverosa premessa è che ogni Comune può avere una visione differente, se non contraria, l’uno con l’altro, quindi è sempre fondamentale avere un confronto con l’Ufficio Tecnico di riferimento.
      Tornando al quesito, è importante che nel progetto sia ben identificabile il volume esistente, da demolire e ricostruire, e i volumi di ampliamento. Nella mia esperienza ho avuto modo di sommare l’ampliamento in aderenza con uno staccato, mentre altri comuni mi hanno intimato di scegliere l’uno o l’altro.
      Per quanto riguarda le detrazioni fiscali, spettano solo al volume demolito e ricostruito, e posso immaginare che sia capiente per gli importi previsti.

      Spero di essere stato utile.
      A presto.
      Paolo
      338 1298943

  • Marco
    Posted at 11:49h, 29 giugno Rispondi

    Grazie della risposta. Verificherò con il tecnico del Comune. Il mio dubbio riguarda l’interpretazione di AdE, ovvero che, benché riferito a due unità distinte, essendo in aderenza questo venga considerato come un ampliamento dell’immobile esistente, facendo venir meno i presupposti per la detrazione IRPEF prevista con ricostruzione senza ampliamento.

  • romina
    Posted at 10:23h, 18 luglio Rispondi

    Buon giorno,
    ho due quesiti che mi pare non siano ancora stati trattati dal forum, i quesiti riguardano 2 casi separati:
    1) il piano casa mi consente di derogare sulle distanze confine, mi dice il comune, (l’area con cui confino è boscata ed inedificabile tra l’altro)….ma posso derogare anche alle minime del codice civile, che se non erro è 3 m dal confine? mi sembra un pò strano ma il comune dice di si
    2) in ambito di “ampliamento distaccato in zona agricola entro i 200m” (al momento c’è un magazzino uso residenziale), il comune può opporsi all’applicazione del piano casa adducendo al fatto che non è prevista la residenza in zona agricola?

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 17:31h, 19 luglio Rispondi

      Salve Romina.
      1 – E’ possibile derogare alle sole norme comunali in caso di requisiti prima casa, bisogna rispettare, però, le distanze minime del Codice Civile, nel quale è prevista la costruzione a confine o a 1,5 m dal confine. Non si può derogare alla distanza dai fabbricati, che deve rimanere di 10 m. Attenzione, però, deve sempre essere rispettato il diritto di terzi.
      2 – In zona agricola, salvo diverse regole, è quasi sempre concessa l’edificazione ad uso residenziale. Non è certo possibile costruire una casa partendo da un magazzino, bisognerebbe, eventualmente, chiedere un accordo pubblico/privato.
      Se vuole ne parliamo al telefono.
      A presto.
      Paolo

    • romina
      Posted at 08:28h, 25 luglio Rispondi

      La ringrazio!
      in realtà nel frattempo ho risolto il quesito 2 e possiamo costruire, comunque se il magazzino è uso residenziale si può ampliare fino a 800 e utilizzare il piano casa, mi è già capitato un altro caso, il dubbioc he poneva il comune era sull’applicazione della residenza in zona agricola, ma il nuovo dirigente ha chiarito la questione.
      Per quanto riguarda il quesito 1 la ringrazio, non ero al corrente che si potesse arrivare a 1,50 dal confine (non c’è pericolo di terzi perchè l’altro lato è e sarà sempre inedificabile trattandosi di un bosco vincolato paesaggisticamente

      • Paolo Gollo geometra
        Posted at 14:10h, 26 luglio Rispondi

        Bene!
        A disposizione.
        Paolo

  • GIANANTONIO Schiavuzzi
    Posted at 17:14h, 18 luglio Rispondi

    Torno a disturbarla dopo la sua cortese risposta del 21 maggio scorso. Ora mio figlio ha deciso di procedere e partendo dai 800 mc assentibile in zona agricola, vorrebbe realizzare 360 mc di nuova costruzione staccata (+ 45% portando entrambe le costruzioni in classe B).
    Allora se ho capito bene io, residente nel comune di Brenzone e proprietario (da vent’anni) della casa esistente e del terreno su cui costruire nuovo edificio chiedo il permesso di costruire secondo il piano casa, iniziò a costruire e a cantiere appena avviato vendo il terreno al figlio con accatastamento in cat. F3 e allora il figlio paga per intero gli oneri comunali perché non è residente e non lo diventerà mai, ma gli sta bene così perché la userà come seconda casa.
    Ho chiesto lumi in Comune e il responsabile del l’edilizia privata mi dice che l’ampliamento lo posso fare solo come dependance della casa esistente mantenendo così una sola unità immobiliare (conseguenza passaggio di cat. Catastale in A1 e tasse a gogo). Ciò perché io non posso avere due prime case….
    Lei cosa ne pensa?

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 17:25h, 19 luglio Rispondi

      Salve Gianantonio, l’ampliamento staccato è indipendente dalla prima o seconda casa, cioè se viene concesso può essere utilizzata in maniera indipendente, senza vincolo di pertinenzialità. In caso parliamone al telefono.
      A disposizione.
      Paolo

  • Andrea Sagrillo
    Posted at 14:26h, 21 luglio Rispondi

    Buongiorno,
    vorrei sottoporle il seguente quesito relativo ad un progetto di demolizione e ricostruzione su diverso sedime + utilizzo del piano casa per creazione di una unità abitativa distinta. Facciamo quindi riferimento al caso n.4 in area senza vincolo ambientale.. Si ha diritto alla detrazione per ristrutturazione se l’immobile ricostruito ( non l’ampliamento ovviamente ) ha volumetria inferiore all’edificio da demolire ?
    Grazie mille in anticipo per un suo parere.
    Cordiali Saluti
    Andrea

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 16:16h, 22 luglio Rispondi

      Salve Andrea, come indicato nella nota dell’Enea al punto 41 ( http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/faq.pdf ), è fattibile. Le escludo che qualche commercialista/fiscalista la pensi in maniera diversa, ma per me è fattibile.
      Spero di esserle stato utile, in caso sentiamoci.
      A presto.
      Paolo

  • NICOLA BISIN
    Posted at 12:35h, 26 luglio Rispondi

    Buongiorno,
    nel caso in cui nello stesso lotto di pertinenza, insistano due fabbricati distinti aventi destinazione d’uso diverse (l’uno residenziale e l’altro produttivo classificato “D1”) per il calcolo del bonus volumetrico, si sommano i volumi di tutti e due i fabbricati o solo il volume del fabbricato residenziale?
    Grazie

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 14:09h, 26 luglio Rispondi

      Salve Nicola.
      E’ possibile trattare i due immobili in maniera distinta, quindi ognuno con il proprio ampliamento, a meno che in quell’area sia possibile effettuare un cambio d’uso da D1 a residenziale (art. 9).

      Se lo desidera possiamo sentirci.
      Cordialmente, Paolo.
      338 1298943

  • Brighenti Mara
    Posted at 12:12h, 01 agosto Rispondi

    Buongiorno,

    volevo esporre la seguente domanda, è possibile ampliare mediante corpo staccato, un edificio in centro storico in un terreno classificato come zona di completamento C1 entro 200 metri ? Vedo che la legge dice: ” ugualmente attese le caratteristiche specifiche del centro storico, non vi possono essere eseguiti ampliamenti di fabbricati edificati in zone di completamento o di espansione.” ma non parla del contrario, cioè da centro storico a zona di completamentoC1. Poi la legge dice : ” Il conceto guid. , dunque, quello della compatibilità dell’intervento con la zona o area in cui l’ampliamento deve essere realizzato….. Grazie in anticipo e cordiali saluti

    • Paolo Gollo geometra
      Posted at 12:35h, 01 agosto Rispondi

      Salve Mara.
      Il Piano Casa non vieta l’utilizzo per Piano Casa in centro storico se non esistono vincoli storico-artistici del fabbricato (art. 9 comma 1 lett. a). Quindi, se il fabbricato ed l’area di ampliamento staccato hanno la stessa ZTO è possibile creare il nuovo volume, in caso contrario Zona A e Zona C1 sono due zone diverse (art. 2 comma 1), quindi incompatibili col Piano Casa.

      Spero di esserle stato utile.
      A disposizione.
      Paolo.

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